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17 Ottobre 2019
10:00

Il tappo delle bottigliette rilascia migliaia di microplastiche nell’acqua che bevi

La rivista scientifica Water research ha pubblicato uno studio realizzato dai ricercatori del dipartimento di Scienze ambientali dell'Università Statale di Milano, in cui emerge che avvitare e svitare più volte il tappo della bottiglia rilascia migliaia di microparticelle.

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Il tappo delle bottigliette rilascia migliaia di microplastiche nell’acqua che bevi
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Le microplastiche sono nocive per la tua salute? Questa domanda non ha ancora ricevuto una risposta definitiva. La comunità scientifica ha iniziato da poco tempo a indagare sui possibili effetti per il nostro organismo di queste particelle microscopiche, invisibili a occhio nudo (le loro dimensioni sono inferiori anche al millimetro). Un recente rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha escluso per il momento conseguenze per la salute umana dovute all'ingestione di microplastiche, ma ha anche ribadito che occorrono ricerche più approfondite. Quel che è certo è che le microplastiche sono dappertutto, principalmente nell'acqua che beviamo. Secondo uno studio australiano commissionato dal Wwf, gli esseri umani ingeriscono in media circa cinque grammi a settimana, l’equivalente di una carta di credito.

I ricercatori del dipartimento di Scienze e Politiche ambientali dell'Università Statale di Milano hanno analizzato al microscopio per un anno l'acqua minerale delle comuni bottigliette di plastica di diverse marche. I risultati sono alquanto inquietanti. Il punto debole non è il contenitore, ma il tappo: la sua continua apertura e chiusura determina il distacco di migliaia di microframmenti di plastica con dimensioni osservate tra 0,54 e 39,9 µm. Se dunque da un lato il riutilizzo delle bottigliette può sembrare una soluzione più ecologica, dall'altro aumenta la quantità di particelle rilasciate.

"Le bottiglie in plastica, o i loro sostituti ecologici come le borracce, dovrebbero prevedere un sistema di chiusura a basso rilascio di microplastiche come potrebbe essere quello a pressione rispetto ai sistemi a vite delle normali bottiglie in plastica." – sottolinea uno degli autori dello studio, Paolo Tremolada, docente di Ecologia all'Università Statale di Milano. "In base alle attuali conoscenze, non sembra che esista un rischio per la salute, anche se il dibattito sui possibili rischi associati all’ingestione di microplastiche è ancora aperto".

Fonte | "Does mechanical stress cause microplastic release from plastic water bottles?", abstract pubblicato su Water Research. Lo studio integrale sarà pubblicato l'1 dicembre 2019

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.