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10 Luglio 2019
17:30

Il Tar della Sicilia sospende due ordinanze plastic free: così l’ambiente passa in secondo piano

Il ricorso, presentato dalla Federazione Gomma Plastica / Unionplast contro i comuni di Trapani e Santa Flavia, è stato accolto. In queste due città, la plastica monouso potrà essere nuovamente acquistata e utilizzata.

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Il Tar della Sicilia sospende due ordinanze plastic free: così l’ambiente passa in secondo piano
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Negli ultimi mesi abbiamo visto decine e decine di Comuni italiani prendere provvedimenti ufficiali contro l’utilizzo e la commercializzazione dei prodotti in plastica monouso a favore di materiali compostabili, biodegradabili e amici dell’ambiente.

Credi che sia una battaglia in cui vincono tutti e sei molto felice della svolta ambientalista che sta intraprendendo il nostro Paese? Bene, sappi che non tutti sono entusiasti della decisione di eliminare dalla circolazione questo genere di prodotti altamente inquinanti. E anzi, hanno deciso di contrastarla. Anche ricorrendo a vie legali.

È ciò che è accaduto in Sicilia, Regione in cui i comuni che hanno intrapreso la scelta plastic free ormai non si contano più. Uno dopo l’altro, infatti, paesi e cittadine dell’isola hanno iniziato a emettere ordinanze in cui veniva vietato l’utilizzo e la vendita di oggetti in plastica monouso come piatti, posate, sacchetti e cannucce.

Una scelta fantastica per l’ambiente, un po’ meno per i lavoratori del settore. E sembra pensarla così anche il Tar della Sicilia, che ha accolto il ricorso dei produttori di stoviglie monouso avanzato dalla Federazione Gomma Plastica/Unionplast contro le ordinanze plastic free dei Comuni di Trapani e Santa Flavia. La ragione dell’istanza? Tutelare i lavoratori del settore di produzione della plastica monouso. Così, in questi due Comuni le ordinanze anti plastica sono state sospese e la tutela dell’ambiente e del mare è passata in secondo piano. E pare che i ricorsi non si fermeranno qui.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.