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19 Novembre 2020
15:00

Il viaggio di A68a: che fine ha fatto l’enorme iceberg che si sta dirigendo verso la Georgia del Sud?

È uno degli iceberg più grandi del mondo, si è staccato nel 2017 e da allora ha viaggiato fino a indirizzarsi verso l’isola della Georgia del Sud. I satelliti dell’ESA lo hanno individuato a ormai poche centinaia di km dalla costa, e l’impatto del suo progressivo avvicinamento è potenzialmente devastante.

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Il viaggio di A68a: che fine ha fatto l’enorme iceberg che si sta dirigendo verso la Georgia del Sud?
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Qualche tempo fa, te ne ricorderai, ti abbiamo parlato di un enorme iceberg che, in giro dal 12 luglio 2017 quando si è staccato dalla piattaforma Larsen C, nel corso dell'ultimo anno si è allontanato dal suo blocco "madre" dirigendosi verso la Georgia del Sud e minacciando i suoi ecosistemi. Ma che fine ha fatto A68a, the Giant Berg? Il suo viaggio sta proseguendo? Rappresenta ancora una minaccia per l’isola?

Secondo le immagini catturate dai satelliti dell’ESA, l’8 novembre l’enorme massa ghiacciata si trovava ad appena 350km dalla costa della Georgia del Sud. L’agenzia ha sottolineato che se l’iceberg si fermasse nelle acque al largo dell’isola, la sua presenza potrebbe provocare la morte di numerose specie di animali selvatici che abitano quella zona.

Il rischio, infatti, è che animali come foche e pinguini non riescano più a nutrirsi e approvvigionarsi in mare a causa della presenza dell’iceberg, senza parlare della vita marina che verrebbe completamente schiacciata dalla parte subacquea della massa. Se poi finisse per ancorarsi alla costa della Gerogia del Sud, potrebbe rimanere lì fino a 10 anni.

Ma c’è una speranza di fermarlo?

Secondo gli esperti, non è affatto semplice fare delle previsioni. A68a, infatti, presenta una superficie molto estesa, di diverse migliaia di km quadrati e uno spessore di circa 200 metri. Una mole che potrebbe non favorire una sua eventuale rottura.

Fonte | European Space Agency

Immagine di ESA

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.