Il WWF spegne 60 candeline: le battaglie storiche del Panda più famoso del mondo

Acronimo per World Wildlife Fund, l’organizzazione ambientalista internazionale è nata il 29 aprile 1961 a Morges, in Svizzera.
Federico Turrisi 29 Aprile 2021

60 anni e non sentirli: tanti auguri di buon compleanno a una delle associazioni ambientaliste più importanti del mondo, il WWF. Tutto è iniziato a Morges, cittadina della Svizzera romanda, nell'aprile del 1961: qui un gruppo di ambientalisti si ritrovò per firmare un appello (il manifesto di Morges, per l'appunto) in cui si ribadiva che le competenze per proteggere l'ambiente e la biodiversità a livello globale c'erano, ma mancava un'impalcatura di tipo finanziario. Ecco che allora fu presa la decisione di istituire il World Wildlife Fund come organizzazione internazionale di raccolta fondi. Lo scopo era quello di lavorare a stretto contatto con i principali gruppi di conservazione esistenti, fornendo loro anche sostegno economico.

Da lì di strada ne è stata fatta. Attualmente il WWF può contare su milioni di sostenitori ed è presente in oltre 100 Paesi nel mondo. Negli anni si è battuta su diversi fronti, tra cui quello della tutela delle specie a rischio estinzione e della lotta contro il traffico illegale di animali selvatici, così come quello del contrasto alla deforestazione, al consumo di suolo e all'inquinamento.

A partire dagli anni Novanta il WWF ha promosso in tutto il mondo la Conservazione Ecoregionale, forse la sua iniziativa più ambiziosa finora. Un team internazionale di scienziati, coordinato proprio dall'organizzazione che ha come simbolo il panda, ha elaborato un elenco (chiamato Global 200), in cui sono state identificate le 238 aree del pianeta in cui è più urgente concentrare gli sforzi per proteggere le specie animali e vegetali. Queste aree, dette “ecoregioni”, si dividono in 142 terrestri, 53 di acqua dolce e 43 marine, e custodiscono il 90% della biodiversità mondiale. L'Italia è compresa in 3 ecoregioni: due terrestri (Foreste miste montane dell'Europa mediterranea e Formazioni forestali mediterranee) e una marina (Mar Mediterraneo).

"Oggi sappiamo che possiamo avere un futuro sicuro, prospero, sano ed equo per l'umanità e per il pianeta solo se lo sviluppo sostenibile diventa la norma", ha detto Marco Lambertini, Direttore Generale del WWF International, in occasione del 60esimo anniversario della nascita dell'organizzazione . “Questo decennio deve segnare un punto di svolta. L'emergenza Covid-19 rappresenta un campanello d'allarme per i rischi ad ampio raggio legati al nostro squilibrio e al rapporto distruttivo con la natura".

In Italia

Nel nostro Paese il WWF è attivo dal 5 luglio 1966 e ha profuso le sue energie seguendo sempre la stella polare della tutela della biodiversità: dall’approvazione della prima legge per la protezione della fauna selvatica nel 1992 all’impegno nei progetti di conservazione per i diversi habitat di vitale importanza, come le zone umide, e di valorizzazione del capitale naturale italiano, passando per il lavoro svolto sulle specie animali in via di estinzione come il lupo, l'orso bruno, la lontra (per citarne solo alcune).

Merita infine una menzione a parte la creazione di quella vera e propria rete di aree protette che sono le Oasi WWF: uno scrigno di biodiversità da preservare, cercando di allontanare minacce come il bracconaggio, gli incendi dolosi e la cementificazione selvaggia. In Italia se ne contano 106, per un totale di circa 31 mila ettari, di cui 6500 appartengono direttamente al WWF.