In Africa verrà piantata una foresta olimpica per arginare le emissioni di Tokyo 2020

355.000 alberi verranno piantati in Mali e Senegal per creare una Foresta Olimpica in grado di assorbire 200.000 tonnellate di CO2. Un’iniziativa parte della strategia del Comitato olimpico internazionale per diventare “climate positive” entro il 2024.

5 Luglio 2021
18:00
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In Africa verrà piantata una foresta olimpica per arginare le emissioni di Tokyo 2020
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355mila alberi per compensare le emissioni che verranno generate dalle Olimpiadi di Tokyo 2020. Li pianterà il Comitato olimpico internazionale (Cio) in un’area che coinvolge circa 90 villaggi di Mali e Senegal (che ospiterà i giochi olimpici giovanili Dakar 2026).

Lo scopo è proseguire per la strategia “climate positive” implementando il già avviato progetto della Grande Muraglia Verde, una cintura naturale che dovrebbe aiutare ad arginare l’avanzata del Sahara nella regione del Sahel, uno dei progetti di mitigazione climatica più grandi al mondo.

La foresta olimpica dovrebbe raggiungere l’estensione di 2120 ettari, arrivando ad assorbire 200.000 tonnellate di CO2, una quantità equivalente alle emissioni prodotte dal Cio nel corso dei prossimi tre anni.

Naturalmente si tratta di alberi originari della zona, quindi autoctoni. Nelle previsioni del Comitato, la Foresta Olimpica, contribuirà ad aumentare l’alimentazione e la sicurezza economica delle comunità locali. A ciò si aggiunge il fatto che il Cio ha annunciato di impegnarsi nella riduzione delle emissioni di CO2 del 30% entro il 2024 e del 45% entro il 2030, il linea con l’Accordo di Parigi. E la foresta contribuirà enormemente a realizzare questi obiettivi, aiutando l’organizzazione a diventare climate positive entro 3 anni.

Fonte | International Olympic Committee

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.