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6 Febbraio 2020
14:00

In Botswana il governo dà il via ad un’asta per poter sparare agli elefanti

Il presidente dello stato africano Mokgweetsi Masisi ha stralciato le norme sulla tutela della fauna selvatica stabilite dal suo predecessore e da domani il governo metterà all'asta, a disposizione dei cacciatori, il diritto di abbattere un certo numero di pachidermi. In vendita 7 pacchetti da 10 elefanti ciascuno.

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In Botswana il governo dà il via ad un’asta per poter sparare agli elefanti
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Quella che stai per leggere è una notizia che ha dell'incredibile, soprattutto se consideri che l'elefante africano è considerato una specie in via d'estinzione. Autorizzare una pratica crudele come la caccia, per di più rivolta a un animale vulnerabile che rischiamo di perdere per sempre, è senza senso. Eppure sta capitando tutto ciò. Come riporta la testata americana Bloomberg, da domani lo stato africano del Botswana, che ha la più numerosa popolazione di elefanti del mondo (circa 130 mila), lancerà un’asta attraverso la quale sarà possibile aggiudicarsi il diritto di sparare agli elefanti.

Il governo offrirà 7 pacchetti da 10 elefanti ciascuno online attraverso la società Auction It Ltd. C'è anche la possibilità di assistere in diretta all'asta, che avverrà nella capitale del Botswana, Gaborone. Gli offerenti interessati dovranno versare un deposito rimborsabile di 200.000 pula (corrispondenti a circa 16.600 euro): la maggior parte sono cacciatori americani professionisti che si possono permettere una spesa del genere.

Un secolo fa in Africa vivevano 12 milioni di elefanti, oggi ce ne sono appena 400 mila

Tale decisione non può che far discutere. Il principale artefice è il presidente del Botswana Mokgweetsi Masisi che da maggio scorso ha riaperto la stagione della caccia agli elefanti. Il motivo? Gli elefanti sono troppi e gli agricoltori si lamentano che rovinano il raccolto e causano incidenti nei villaggi. Il suo predecessore Ian Khama era stato elogiato dalla comunità internazionale per le sue politiche a tutela della fauna selvatica. Ma adesso si ritorna indietro. Un secolo fa in Africa vivevano 12 milioni di elefanti, oggi ce ne sono appena 400 mila, fa notare il Wwf. La colpa di questo calo è da attribuire soprattutto al bracconaggio. Ancora una volta, dobbiamo dirlo, il pericolo numero uno per la natura è l'uomo.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.