In Toscana arriva la più grande foresta di bambù d’Italia: un alleato in più per l’assorbimento di CO2

A Castiglione della Pescaia (in provincia di Grosseto) un terreno di 103 ettari verrà adibito completamente a piantagione di bambù gigante, che svolge una funzione importante di cattura dell’anidride carbonica dall’atmosfera e trova anche diversi impieghi come materiale ecosostenibile, per esempio nell’edilizia.
Federico Turrisi 5 Aprile 2021

Magari sei abituato a vedere il bambù sotto forma di spuntino per i panda, o magari in bagno hai uno spazzolino realizzato proprio con il legno di questa pianta. Il bambù infatti vanta diverse proprietà ed è un materiale versatile ed ecosostenibile, usato in diversi ambiti tra cui la bioedilizia, il tessile fino all'uso alimentare. Ma ti sei mai chiesto dov'è il più grande bambuseto d'Italia?

Ebbene, in Toscana – e precisamente a Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto – sta per prendere il via, su impulso dell'azienda Forever Bambù, il progetto per la coltivazione della foresta di bambù gigante più estesa del nostro Paese: occuperà infatti 103 ettari di terreno, l'equivalente di 144 campi da calcio, per un totale di oltre 100 mila piante di bambù. I primi 40 ettari verranno piantumati questa primavera, mentre la piantumazione degli ettari restanti sarà completata nel corso del 2022.

Le operazioni si svolgeranno secondo un approccio biologico e biodinamico che si propone di migliorare la vitalità dei suoli, con conseguente aumento della biodiversità del terreno. “Le caratteristiche particolari del bambù gigante permettono di evitare l’uso di agenti chimici inquinanti e di sostenere una crescita organica dei bambuseti che rimangono produttivi per oltre un secolo, purificando l’aria e la terra, fornendo prodotti alimentari e risorse sostenibili e premiando con importanti ritorni economici chi partecipa al progetto", afferma Mauro Lajo, vicepresidente di Forever Bambù ed esperto di agricoltura simbiotica e biodinamica.

Tra le virtù del bambù c'è infatti quella di contribuire all'assorbimento di anidride carbonica dall'atmosfera, in maniera anche più efficiente rispetto ad altri tipi di foresta. In un anno – secondo i promotori del progetto – 103 ettari di bambù sono in grado di assorbire oltre 27.500 tonnellate di CO2.