“Inserire anche la tutela degli animali nella Costituzione italiana”: l’appello di 60 ong al governo

In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, la Federazione che raccoglie i principali gruppi ambientalisti e animalisti italiani chiede che gli animali vengano riconosciuti come esseri senzienti nella Costituzione, per garantire davvero la protezione della biodiversità.
Federico Turrisi 23 Febbraio 2021

Nel suo discorso programmatico, tenuto la scorsa settimana davanti al Senato, il premier Mario Draghi ha sottolineato come la tutela dell'ambiente debba avere un ruolo centrale nell'azione di governo e ha confermato l'impegno a portare avanti il progetto di legge costituzionale per introdurre il concetto di sviluppo sostenibile nella Carta. Parole che sono state apprezzate dalle varie associazioni ambientaliste.

Tuttavia, si può fare ancora di più. Come? Inserendo in Costituzione la tutela non solo dell'ambiente ma anche della biodiversità e degli animali, come fanno già alcuni Stati europei come la Germania e la Svizzera. È questa infatti la richiesta contenuta in una lettera indirizzata al nuovo presidente del Consiglio, al ministro delle transizione ecologica Roberto Cingolani, alla presidenza e ai capigruppo della prima commissione Affari Costituzionali del Senato dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, che riunisce una sessantina di ong, tra cui Lav, Enpa, Leidaa e Oipa.

"Riteniamo che sia giunto il momento  – si legge nel documento – che gli animali siano riconosciuti nella Costituzione come esseri senzienti, recependo l'accresciuta sensibilità della popolazione nei confronti del benessere animale". Nella legislazione italiana gli animali sono considerati ancora come “res”, oggetti, secondo l’antica concezione del diritto romano, quindi privi di quelle tutele specifiche che riguardano gli esseri senzienti, nonostante sia ormai acclarato che essi provino dei sentimenti a tutti gli effetti e, nel caso degli animali da compagnia, siano parte integrante delle famiglie che li accolgono.

Le associazioni animaliste rivolgono quindi un appello alla classe politica italiana: "Auspichiamo che Governo e Parlamento, condividendo uno sguardo costantemente rivolto al futuro, sapranno cogliere l’opportunità storica che si profila per dare rilievo costituzionale ad una tematica che interessa tutti gli italiani che, grazie alla stretta relazione con cani, gatti e altri animali da compagnia, hanno profondamente rinnovato la loro relazione con gli animali e che vede oltre un milione di cittadini che, in prima persona, prestano la propria attività di volontariato in questo ambito".