La Commissione Europea ha proposto l’embargo totale del petrolio russo. Ma non avverrà prima di sei mesi

La presidentessa della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, ha annunciato oggi la bozza del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. Presente anche lo stop all’importazione del petrolio di Mosca, che però non dovrebbe entrare in vigore prima di almeno sei mesi. E ci sono Paesi come Slovacchia e Ungheria che chiedono tempi più lunghi o esenzioni. Non ancora esclusa dal sistema Swift Gazprombank, la cassaforte del gas di Vladimir Putin.
Michele Mastandrea 4 Maggio 2022

L'Unione Europea prosegue nella sua strategia di indipendenza energetica da Mosca. Oggi, devi sapere, ha parlato la presidentessa della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. La politica tedesca ha proposto "un completo divieto di importazione di tutto il petrolio russo, sia via nave che via oleodotto, greggio e raffinato".

La misura è contenuta all'interno della bozza di un sesto pacchetto di sanzioni europeo nei confronti di Mosca. Questo segue la quinta serie di misure, orientata principalmente sullo stop alle importazioni di carbone. La decisione sul petrolio non dovrebbe però essere operativa prima di sei-otto mesi, e di un anno in merito ai prodotti raffinati.

Si tratterà dunque di un'uscita graduale, condotta "in modo ordinato, in un modo che consenta a noi e ai nostri partner di assicurarci rotte di fornitura alternative e di minimizzare l'impatto sui mercati globali", ha spiegato la Von Der Leyen.

Tra le nuove sanzioni è stata proposta anche l'esclusione della banca Sberbank – una delle più importanti della Russia – dal sistema Swift, che regola le transazioni finanziarie mondiali. Ancora una volta, però, resta fuori dalle sanzioni Gazprombank, l'istituto di credito che ha in mano la gestione del gas russo. Infine, sono stati inseriti tra le persone sanzionate anche gli ufficiali ritenuti responsabili delle uccisioni di civili a Bucha.

Le sanzioni saranno discusse a partire da oggi dagli ambasciatori dei 27 Paesi membri dell'Ue. Non sarà facile ottenere una rapida approvazione, e probabilmente i tempi si allungheranno ulteriormente.

Pesa la situazione di Paesi come Slovacchia e Ungheria, fortemente dipendenti dal petrolio di Mosca. I governi di Bratislava e Budapest sarebbero intenzionati a ottenere un allungamento dei tempi, nel caso slovacco addirittura un'eccezione al divieto. Scontato sembra invece l'ok della Germania, altro Paese fortemente dipendente dai combustibili russi. Berlino ha di recente annunciato il via libera all'embargo sul greggio di Mosca per via del ministro dell'Economia e del Clima, Robert Habeck.