La foto vincitrice del Wildlife photographer of the year: la tigre siberiana abbraccia un antico abete a rischio estinzione

S’intitola The Embrace, e mostra una tigre siberiana che abbraccia un albero. Tra i premiati anche due italiani.
Gianluca Cedolin 15 ottobre 2020

Il fotografo russo Sergey Gorshkov ha vinto il Wildlife photographer of the year 2020, probabilmente il concorso di fotografia naturalistica più importante al mondo, organizzato dal Museo di storia naturale di Londra, con la sua foto The Embrace. La sua foto è stata votata come la migliore tra le oltre 49mila esaminate, scattate da fotografi professionisti e amatoriali: di queste, cento (tra cui le sedici vincitrici delle altrettante categorie) saranno esposte dal 16 ottobre al 6 giugno nel museo della capitale britannica, a South Kensington. La foto The Embrace mostra una tigre siberiana (o tigre dell'Amur) che abbraccia un antico abete, nella Russia orientale, unica regione in cui sono ancora diffusi esemplari di questa specie, a serio rischio estinzione.

Sergey Gorshkov is Wildlife Photographer of the Year 2020. Huge congratulations to Sergey (@sergey_gorshkov_photographer)! Sergey was selected by an esteemed panel of judges from nearly 50,000 entries, it is a 'scene like no other' according to Chair of the Jury Roz Kidman-Cox. Taken in the Siberian wilderness of Russia, it shows a majestic Siberian tiger hugging a Manchurian fir. A wondrous display of animal behaviour in its natural habitat, it is a symbol of hope for the critically endangered species. Discover more about this photo and the other category winners from this year's competition by following the link in our bio. Sergey's image will be front and centre of our new #WPY56 exhibition at the @natural_history_museum where the full collection of images will be displayed in exquisite lightboxes. Opening Friday 16 October, follow the link in our bio to find out more. #WPY #WPY56 #WildlifePhotographerOfTheYear #Nature #NaturePhotography #Wildlife #WildlifePhotography #Animals #Photography #PhotographyCompetition #Photographer #NaturalHistory #Environment #Conservation #Anthropocene #Natural History Museum #NaturalHistory #London #LiveEvent #YoungPhotographer #Tiger #Siberia #Russia #Mammals

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Ne rimangono infatti circa 500 esemplari, minacciati dal bracconaggio, dal commercio illegale e dal disboscamento. Per catturare l'immagine, il fotografo russo, nato e cresciuto in Siberia e fondatore della Russian union of wildlife photographers, ha impiegato ben undici mesi, tanti ne sono passati da gennaio 2019, quando ha installato una fotocamera nascosta, e novembre, quando lo splendido felino è comparso davanti all'obiettivo e ha compiuto quel un gesto potente e tenero allo stesso tempo. Il direttore scientifico del museo Tim Littlewood, come riporta Il Post, ha detto che «la straordinaria vista della tigre immersa nel suo ambiente naturale ci offre speranza. Attraverso il potere emotivo unico della fotografia, ci viene ricordata la bellezza del mondo naturale e la nostra responsabilità condivisa di proteggerlo».

Sono stati premiati anche due fotografi italiani. Luciano Gaudenzio, vincitore della categoria Ambienti della Terra con una foto scattata sull'Etna a un enorme fiume di lava immerso nella superficie nera del vulcano, simile a «una ferita aperta nella pelle grinzosa e dura di un gigantesco dinosauro», come lui stesso l'ha definita. Premiato anche Alberto Fantoni nella categoria Rising star portfolio, per aver immortalato, in Sardegna, l'esatto momento in cui un falco della regina porta da mangiare alla sua compagna. Tra gli altri scatti vincitori, splendide e bizzarre foto di animali, colte in momenti straordinari, o scatti di denuncia, come l'orso polare con la museruola di metallo in un circo russo o il macaco incatenato in un mercato di Bali, in Indonesia.