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17 Ottobre 2020
18:00

La lotta all’inquinamento del mare parte dai pescatori

Grazie al progetto AdriCleanFish del ministero delle Politiche agricole con le università di Siena e Venezia.

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La lotta all’inquinamento del mare parte dai pescatori
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Quasi un pescatore su due pesca sempre (o quasi sempre) dei rifiuti nel Mare Adriatico: è quanto emerge dal monitoraggio di AdriCleanFish, finanziato dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e coordinato dalle Università di Siena e di Venezia (Ca' Foscari). Si tratta di un progetto innovativo soprattutto nell'approccio, perché coinvolge in prima persona i pescatori, come aiuto per raccogliere dati, statistiche e opinioni sull'impatto dei rifiuti marini sulle loro attività e sulle specie ittiche, e poi per elaborare con loro delle strategie di intervento su un problema che diventa sempre più grave. Come ti abbiamo spesso raccontato in passato infatti, i livelli di plastica e altri rifiuti nei mari e nello stomaco dei pesci sono da tempo preoccupanti. I pescatori, poi, hanno anche partecipato alla realizzazione di un documentario per sensibilizzare sull'argomento.

I dati

Dei pescatori chiamati in causa, il 43% ha detto di pescare sempre o quasi sempre rifiuti, mentre solo tra l'1 e il 4% dichiarano di non pescarne mai o quasi mai. Le aree maggiormente colpite sono quelle vicino alla cosa e alle foci dei fiumi, e se la maggior parte dei rifiuti arriva da terra, una parte si deve alle operazioni di navigazione (le cime, i parabordi, le boe, le reti da pesca). Almeno il 20% dei pesci ha ingerito microplastica o plastica, che è il rifiuto principale: oltre il 70% dei rifiuti è costituito da questo materiale, soprattutto monouso come sacchetti e bottigliette, ma anche tantissimi imballaggi.

I problemi e le soluzioni

Oltre a costituire un danno gravissimo per l'ambiente e l'ecosistema adriatico, i rifiuti intralciano e rallentano le attività dei pescatori, costretti a stoccare a bordo tutto quello che tirano su dal mare, a perdere tempo nel separare il pescato dalla spazzatura e a fare i conti con i danni alle attrezzature. Quasi tutti gli intervistati hanno lamentato la mancanza di punti idonei, una volta sbarcati a terra, per conferire, differenziare e smaltire i rifiuti. I pescatori coinvolti ritengono fondamentali le attività di sensibilizzazione e responsabilizzazione per i pescatori e i cittadini, da perseguire con il lavoro dei media e delle scuole, oltre che con campagne periodiche di raccolta rifiuti.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.