La medicina tradizionale cinese fa altre vittime: 5 milioni di asini uccisi per la loro pelle

I numeri sono spaventosi e parlano di un’emergenza globale. Questa volta, la medicina tradizionale cinese non risparmia neppure gli asini, uccisi e scuoiati per ottenere un rimedio che curerebbe l’insonnia, il mal di testa e contrasterebbe l’invecchiamento. Nessuna ricerca scientifica ne conferma l’efficacia, ma ciononostante il massacro degli asini continua.
Gaia Cortese 31 gennaio 2020

Non bastavano le tigri e i rinoceronti uccisi per le presunte proprietà delle loro ossa e dei loro corni. Oggi sappiamo che anche gli asini sono vittime del commercio illegale originato dalle credenze della medicina tradizionale cinese. Nell’ultimo anno, in tutto il mondo, sono morti 5 milioni di asini, un milione e mezzo solo in Cina. È quanto dichiara l’ong britannica The Donkey Sanctuary, svelando un commercio sempre più in crescita ai danni di questi animali.

Gli asini vengono uccisi per la loro pelle, uno degli ingredienti dell'ejiao, un rimedio che secondo la medicina cinese garantisce effetti miracolosi sulla circolazione del sangue, per la cura del mal di testa e altri disturbi come l’insonnia, le vertigini, l’emorragia e la tosse secca. Non solo. Questo rimedio avrebbe anche proprietà in grado di contrastare l'invecchiamento.

Dal 1992 la popolazione di asini in Cina è crollata del 76%.

Con questo presunto rimedio medico vengono giustificate le atroci sofferenze a cui sono sottoposti gli asini. Dopo essere stati uccisi, vengono scuoiati per utilizzare la loro pelle nella medicina tradizionale cinese. Uccisi a volte tra le più atroci sofferenze, vengono scuoiati e la loro pelle viene bollita e trasformata in gelatina, così da diventare uno degli ingredienti principali dell’ejiao. Ovviamente non esiste alcun fondamento scientifico che accerti l’efficacia di questo rimedio.

A confermare quanto denunciato dall'ong Donkey Sanctuary sono i numeri: dal 1992 in Cina la popolazione di asini è diminuita del 76%. e nel momento in cui l’offerta di pelli d’asino ha iniziato a non soddisfare più la domanda in Cina, gli animali hanno iniziato ad essere importati dall’Africa, dall’Asia e dal Sud America. Così dal 2007 la popolazione di asini è diminuita del 28% in Brasile, del 37% in Botswana e del 53% in Kirghizistan.

Si tratta di un’emergenza globale. Non solo quando arrivano a destinazione, questi animali vengono brutalmente uccisi se non massacrati, ma durante il lungo viaggio che devono affrontare soffrono ogni tipo di maltrattamento dalla mancanza di cibo e di acqua alla reclusione in luoghi chiusi e ristretti.

Fonte | Donkey Sanctuary