La Pinna nobilis non è estinta, è stata avvistata a Taranto: dal 2016 il gigantesco mollusco rischia di scomparire

Il mollusco bivalve più grande del Mediterraneo è andato incontro ad un calo drastico di popolazione a causa di vari fattori. Al largo di Taranto, tra Mar Piccolo, Mar Grande e Ionio, dov’è stato avvistato recentemente, si stima siano rimasti solo 5 o 6 esemplari viventi: in passato ce n’erano oltre 10.000.
Martina Alfieri 14 Luglio 2022

Fino a pochi anni fa, la popolazione di Pinna nobilis, il mollusco bivalve più grande del Mediterraneo, era fiorente. A partire dal 2016 gli esemplari di Pinna nobilis hanno iniziato a morire sulle coste spagnole, e poi ovunque: in alcuni luoghi la mortalità ha raggiunto il 100%. Per questo l’avvistamento nei giorni scorsi di alcuni esemplari vivi sui fondali del Mar Piccolo, a Taranto, è una notizia davvero positiva per la loro conservazione, anche se non basta ancora per abbassare la guardia.

La Pinna nobilis, anche conosciuta come nacchera di mare, è una specie endemica che abita da millenni il Mar Mediterraneo. Assomiglia a un'enorme cozza – può raggiungere oltre un metro di altezza – e può vivere fino a 20 anni. Tra Mar Grande, Mar Piccolo – nel Golfo di Taranto – e Ionio, si stimava la presenza, fino a pochi anni fa, di almeno 10.000 esemplari.

Dal 2016 la popolazione ha subito un grave tracollo a causa di un'infezione prodotta da un protozoo e altre patologie ancora in fase di studio”, fa sapere l’associazione Mare per Sempre. “Il costante monitoraggio di Mare Per Sempre in questo periodo ha prodotto un piccolo ma grande risultato. Grazie alla collaborazione con il personale della Guardia Costiera di Taranto, il ritrovamento di alcuni esemplari vivi ci fa ben sperare per la conservazione della specie”.

Proprio a causa dell’improvvisa morìa che ha colpito la popolazione di Pinna nobilis, la Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) considera ora la specie come “critically endangered”, lo stadio che precede l’estinzione.

La Pinna nobilis, come molte specie marine, è messa in pericolo dalle attività di pesca, dai cambiamenti climatici e dal degrado dei fondali: in particolare, dalla scomparsa della preziosa Posidonia oceanica. Con lo scopo di tutelare la sopravvivenza di questo iconico mollusco è ripartita nei giorni scorsi la campagna “SOS Pinna” promossa dall’Istituto di Ricerca sulle Acque-CNR di Taranto.