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18 Luglio 2019
12:00

La Sapienza di Roma dice addio alle bottigliette di plastica: borracce a disposizione di tutti gli studenti

Un altro Ateneo ha scelto di intraprendere la strada plastic free tra le mura accademiche. È La Sapienza di Roma, che ha deciso di distribuire borracce a tutti i suoi studenti per risparmiare decine di migliaia di rifiuti inutili prodotti ogni anno dalla plastica distribuita alle macchinette.

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La Sapienza di Roma dice addio alle bottigliette di plastica: borracce a disposizione di tutti gli studenti
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A pensare plastic free ci aveva già pensato Roma Tre, che qualche mese fa ha consegnato ai suoi studenti 36.000 borracce in alluminio per evitare che si recassero una o più volte al giorno ai distributori automatici di bottigliette in plastica generando rifiuti inutili.

Ora anche La Sapienza ha deciso di seguire l’esempio, dedicandosi alla distribuzione delle borracce a tutte le matricole e mettendole a disposizione degli altri studenti al costo di due euro fino al 19 luglio. Un piccolo passo in avanti verso un’università più sostenibile, che potrebbe risparmiare alla città di Roma, già sovraccarica di rifiuti notoriamente poco gestiti, decine di migliaia di bottigliette di plastica ogni anno.

Le borracce potranno essere riempite d’acqua presso le varie fontanelle presenti lungo i viali dell’Ateneo e dovrebbero rendere superfluo l’acquisto di nuove bottigliette, per lo meno alla maggior parte degli studenti.

Gli atenei che stanno investendo in una transizione verso una prospettiva più ecologica sono ormai diversi. Dalla già citata Roma Tre all’Università di Bologna, che ha deciso di eliminare palette e bicchieri di plastica oltre a distribuire borracce d’acciaio, speriamo che questa scelta venga estesa a un numero sempre maggiore di spazi accademici, in cui sarà possibile imparare, oltre a ciò che si studia sui libri, anche il rispetto per il Pianeta e il valore di ogni singola azione.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.