La tartaruga gigante delle Galapagos non si è estinta: scoperto il primo esemplare dopo oltre 100 anni

Gli studi genetici effettuati dai ricercatori di Princeton hanno confermato che alle Galápagos vive quello che si pensa essere l’unico esemplare vivente di tartaruga gigante “fantastica” di Fernandina: l’ultimo esemplare conosciuto di questa specie si trovava sull’isola nel 1906 e da lì in avanti se ne sono perse completamente le tracce.
Martina Alfieri 10 Giugno 2022

L’hanno chiamata Fernanda, per rievocare il nome dell’isola da cui la sua specie proviene. La tartaruga trovata alle Galápagos e studiata dai genetisti dell’Università di Princeton potrebbe essere l’unica Chelonoidis phantasticus ancora vivente. L’ultima volta che questa specie di tartaruga gigante dell’isola Fernandina era stata individuata era il 1906: da lì in avanti gli studiosi credevano che si fosse estinta per sempre.

Quando inizialmente la tartaruga ribattezzata Fernanda è stata scoperta, molti ecologisti dubitavano che potesse davvero trattarsi di una Chelonoidis phantasticus, anche detta tartaruga gigante "fantastica". Ma, grazie agli studi genetici compiuti dai biologi di Princeton, è arrivata la conferma tanto attesa.

"Per molti anni si è pensato che l'esemplare originale raccolto nel 1906 fosse stato trapiantato sull'isola, in quanto unico nel suo genere", ha dichiarato Peter Grant, professore emerito di Zoologia di Princeton e professore emerito di ecologia e biologia evolutiva, che ha trascorso più di 40 anni a studiare la natura e l'evoluzione delle specie delle isole Galápagos. "Ora invece sembra che fosse uno tra i pochissimi esemplari viventi un secolo fa".

Fernanda e la tartaruga identificata nel 1906 sono le uniche a condividere un patrimonio genetico diverso da tutte le altre tartarughe presenti nelle isole Galápagos, appartenenti a 13 diverse specie. Fernanda era stata avvistata per la prima volta nel 2019, ed era fin da subito divenuta oggetto di studi e ricerche, tanto che una prima conferma del fatto che potesse essere imparentata con l’esemplare trovato oltre un secolo fa era già arrivata lo scorso anno dai ricercatori dell’Università di Yale, con cui i biologi di Princeton hanno in seguito collaborato.

Il nuovo studio di Princeton sigilla questa scoperta, davvero positiva per la biodiversità dell’arcipelago al largo dell’Ecuador, paradiso delle tartarughe: "La scoperta chiarisce che ci sono specie rare che possono persistere in luoghi isolati per lungo tempo", ha detto Grant. "Queste informazioni sono importanti per la conservazione. Spingono i biologi a cercare più a fondo gli ultimi individui di una popolazione per riportarli indietro dall'orlo dell'estinzione".