L’acqua in bottiglia che bevi è sicura? Un’analisi mette a confronto 25 marche diverse

Nel pieno dell’estate, quando l’acqua risulta essere un bene ancora più indispensabile, è giusto anche chiedersi cosa contengano le bottiglie da litro che acquistiamo a pacchi da sei per metterle poi in frigorifero. La rivista il Salvagente lo ha fatto, confrontando 25 marche di acqua e analizzandone composizione, chiarezza dell’etichetta e sostenibilità.
Sara Del Dot 29 luglio 2020

L’acqua è l’elemento fondamentale per la sopravvivenza di ogni creatura vivente. Impossibile farne a meno, impossibile pensare di poter stare senza. In particolare, noi italiani sembriamo amare particolarmente l’acqua in bottiglia. Minerale, naturale, frizzante, effervescente, la bottiglietta da tenere sempre in borsa oppure quella da un litro da tirare fuori dal frigo ci è indispensabile. E con l’estate, naturalmente, i numeri crescono.

Per questa ragione sapere bene cosa bevi e cosa contiene la bottiglia che hai appena messo al fresco è importante, per essere sicuri di non incorrere in pericoli di qualche tipo. Anche in questo caso, è stata la rivista Il Salvagente a mettersi in moto per analizzare l’acqua che beviamo. Sono quindi state prese in considerazione e analizzate ben 25 marche di acqua frizzante ed effervescente di grandi marchi che possiamo trovare sugli scaffali dei supermercati, tra cui Lete, Nestlè, San Benedetto, San Pellegrino. Cosa si cercava? Principalmente residui di metalli pesanti, pesticidi, nitrati ed eventuali sostanze potenzialmente nocive per la salute. A questo si è aggiunto il confronto tra le etichette delle varie bottiglie, per valutarne la chiarezza e la completezza nei confronti del consumatore.

Ma cosa ne è venuto fuori? Fortunatamente, se sei un accanito bevitore di acqua in bottiglia sembra che tu possa stare tranquillo. Infatti non sono stati individuati residui in quantità rilevanti in nessuna delle acque analizzate, fatta eccezione per l’acqua Egeria che presenta nitrati in quantità inferiore ai limiti di legge ma sopra il limite che sancisce le acque adatte ai bambini.

Complessivamente, sembra che Sangemini, Ferrarelle e Lete siano risultate le acque migliori, anche includendo tra i criteri le informazioni riportate sull’etichetta, la presenza di minerali, che deve essere abbastanza elevata e la sostenibilità della bottiglia, ovvero il materiale con cui è stata realizzata e l’utilizzo di energia rinnovabile.