L’agricoltore che regala i suoi prodotti in cambio di mozziconi di sigaretta

Domenico Errani, dell’azienda agricola romagnola La valle delle albicocche, ha rilanciato l’iniziativa Per un pugno di mozziconi.
Gianluca Cedolin 27 Ottobre 2020

Frutta e verdura in regalo in cambio di mozziconi di sigaretta: si chiama Per un pugno di mozziconi la campagna di sensibilizzazione lanciata lo scorso anno dall'azienda agricola romagnola La valle delle albicocche, e ricominciata dopo un'interruzione dovuta alla Covid-19. «L'idea mi era venuta vedendo mia figlia che ogni tanto gettava per terra le sigarette dopo averle fumate: voglio dimostrarti che pulire costa, le ho detto, quindi ho lanciato questa campagna in cui regalavo cinque chili di prodotti a chi mi portava 300 grammi di mozziconi», ci ha raccontato il suo ideatore Domenico Errani, proprietario dell'azienda. «Pensavo sarebbe stata un'iniziativa piccola e di breve durata, non mi aspettavo grandi adesioni», e invece grazie a un amico giornalista e appassionato di agricoltura biologica (ricompensato con prodotti freschi), e soprattutto grazie a tantissime persone sensibili all'inquinamento delle cicche, Per un pugno di mozziconi ha conquistato un respiro nazionale.

Cosa faceva coi mozziconi, Domenico? «Li smaltivo nell'indifferenziato, come mi aveva detto Hera, (l'azienda dei rifiuti emiliano-romagnola, ndr). Poi un giorno mi ha contattato un artista modenese e mi ha chiesto di tenergli da parte i rifiuti». Si tratta di Matteo Zini, abile trasformatore di materiali di scarto in opere d'arte. Tante persone hanno cercato La valle delle albicocche, spingendo Domenico a proseguire nell'iniziativa: «Da Torino mi ha cercato un tale che lavorava a un progetto di carbonizzazione idrotermale per il recupero dei mozziconi, da Potenza l'associazione Potentina di tennis tavolo e bocce mi ha disegnato la locandina e ogni tanto ancora oggi mi manda una scatola di mozziconi con il corriere».

Mantenere i ritmi della campagna ha finito per diventare complicato per Domenico, proprietario di un'azienda agricola comunque di piccole dimensioni; a questo si sono aggiunte le vicissitudini della Covid-19 e del gelo di marzo, tanto che «non volevo far ripartire l'iniziativa, ma poi ho conosciuto altre persone che mi hanno convinto, con sacrificio, a riprendere le raccolte dei privati, mettendo in palio due chili e mezzo di mele per 500 grammi di mozziconi». L'obiettivo rimane quello di tenere alto l'interesse, senza svenarsi, partecipando anche a giornate «straordinarie» come quella organizzata lo scorso 10 ottobre dal Comandante provinciale della polizia di Ferrara, dove in poche ore sono stati raccolti 60 chili di mozziconi, mentre Domenico ha portato in piazza, con altri agricoltori, 250 chili di frutta e verdura e 70-80 barattoli di prodotti trasformati.

«Sto continuando a farlo per scuotere le coscienze, non certo per interesse, non ho nessuno dietro: dovrebbero essere i produttori di sigarette a occuparsene, e invece se ne fregano», il commento amaro sul devastante inquinamento dei mozziconi da parte di Domenico, a cui torna subito l'entusiasmo, comunque, quando pensa alle persone fantastiche incontrate durante questa avventura, dai ragazzi delle scuole di Imola a «Claudio Vecchi, di San Giovanni in Persiceto, che ha raccolto 30 chili di mozziconi (con l'aiuto del suo cane Willy Wonka) e ha donato le casse di mele a delle associazioni che seguono famiglie bisognose». La campagna Per un pugno di mozziconi, creata quasi per caso da Domenico con la sua Valle delle albicocche, ha finito per diventare una prova di cittadinanza attiva e di rispetto per l'ambiente, capace di coinvolgere quasi 150 persone. E oltre a superarlo di gran lunga, ha pure raggiunto lo scopo iniziale di convincere sua figlia: «Adesso in casa nostra girano dei barattoli, da miele o da marmellata, dove chi fuma mette il mozzicone».