Mattoni da mozziconi di sigaretta riciclati: la possibile soluzione a uno dei rifiuti più presenti sulle strade

Una ricerca australiana ha proposto una soluzione al devastante inquinamento causato dai 6,5 trilioni di sigarette che si fumano ogni anno.
Gianluca Cedolin 29 settembre 2020

Ogni anno nel mondo vengono fumati 6,5 trilioni di sigarette, che equivalgono a circa 18 miliardi di sigarette al giorno. Se la maggior parte della sigaretta si disintegra nella combustione, nell'ambiente rimangono 6,5 trilioni di filtri all'anno, dei quali National Geographic stima che solo un terzo venga gettato nell'immondizia. Il resto finisce per terra, in strada ma spesso anche nei corsi d'acqua e, alla fine, negli oceani. Questo significa che ogni anno 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti tossici viene dispersa nell'ambiente a causa della noncuranza dei fumatori: i filtri, foderati da una plastica chiamata diacetato di cellulosa, contengono infatti nicotina, metalli pesanti e altre sostanze chimiche molto dannose. Per fortuna, il Royal Melbourne institute of technology trasformare questo problema in un'occasione (come ti avevamo raccontato per un progetto simile), riciclando le cicche per realizzare dei mattoni.

Una soluzione ottima non solo per risolvere l'inquinamento dei mozziconi: la ricerca del ateneo australiano, guidata dal dottor Abbas Mohajerani, infatti, ha dimostrato che produrre dei mattoni con al loro interno dei mozziconi consentirebbe di tagliare i costi di produzione e ridurre l'energia necessaria nella produzione. Non servirebbero, chiaramente, mattoni fatti interamente di scarti di sigarette (sarebbe impossibile): se solo il 2,5 per cento dei mattoni prodotti in un anno nel mondo contenessero al loro interno un 1 per cento di mozziconi, avremmo completamente compensato la produzione annuale globale di sigarette. Sembra incredibile, no?

I benefici, si legge nello studio dell'RMit pubblicato anche sulla rivista Materials, non finiscono qui, come detto: aggiungere le cicche taglierebbe almeno del 10 per cento dell'energia necessaria per cuocere i mattoni; e visto che il processo dura anche 30 ore, sarebbe un risparmio non indifferente. I mozziconi di norma impiegano anni a degradarsi nell'ambiente, ma durante la cottura le sostanze inquinanti vengono rese innocue dal mattone stesso. I mattoni derivanti da questo processo, inoltre, sarebbero meno pesanti e con un miglior livello di isolamento, con la conseguente riduzione nei costi (e nei consumi) per scaldare o raffreddare le case.