L’appello di una mamma con tumore al pancreas: «Aiutatemi ad avere più tempo con i miei figli». La raccolta fondi per la costosa terapia

A cura di Redazione
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Jessica Scarpa, 36 anni e mamma di due gemelli, chiede aiuto per una terapia contro il tumore al pancreas. Raccolti circa 85mila euro al 28 ottobre.

Jessica Scarpa ha 36 anni e due figli gemelli di appena tre anni e mezzo. Da circa un anno e mezzo convive con un tumore al pancreas che, dopo un intervento chirurgico e diversi cicli di chemioterapia, si è ripresentato con metastasi al fegato. La sua richiesta non è quella di una guarigione promessa, ma di una possibilità in più: avere altro tempo da trascorrere con i suoi bambini, Thiago e Leone. Per provare ad accedere a un farmaco oncologico non ancora normalmente disponibile in Italia, Jessica ha deciso di raccontare pubblicamente la sua storia e aprire una raccolta fondi. L'appello ha mobilitato migliaia di persone e, in pochi giorni, le donazioni hanno raggiunto decine di migliaia di euro.

Chi è Jessica Scarpa, la mamma che ha lanciato l'appello

Jessica Scarpa è una donna di 36 anni originaria di Olginate, in provincia di Lecco, e vive con la sua famiglia nel territorio lecchese.

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È mamma di due gemelli, Thiago e Leone, che hanno tre anni e mezzo.

Prima della malattia, racconta, la sua quotidianità era fatta soprattutto dei piccoli gesti della vita familiare: accompagnare i bambini, stare insieme a loro e immaginare il futuro.

Poi è arrivata la diagnosi di tumore al pancreas.

Da quel momento Jessica ha affrontato un percorso di cure impegnativo, con un lungo intervento chirurgico e numerosi cicli di chemioterapia.

La malattia, però, è tornata.

Di fronte a una situazione diventata sempre più difficile, la donna ha scelto di chiedere pubblicamente aiuto.

Non è stata una decisione semplice.

Raccontare la propria condizione di salute, esporre la propria fragilità e chiedere un sostegno economico a persone anche sconosciute richiede un grande sforzo personale.

A convincerla è stato soprattutto il desiderio di rimanere accanto ai figli il più a lungo possibile.

La diagnosi e il ritorno del tumore al pancreas

Nella descrizione della raccolta fondi, Jessica ripercorre le tappe principali della malattia.

Dopo la diagnosi ha affrontato una duodenocefalopancreasectomia, un intervento chirurgico complesso durato oltre dieci ore.

Successivamente si è sottoposta a dodici cicli di chemioterapia.

Nonostante le cure, il tumore si è ripresentato al fegato.

Jessica racconta che la malattia continua ad avanzare anche durante i trattamenti che sta affrontando.

È in questo contesto che la famiglia ha iniziato a cercare ulteriori possibilità terapeutiche.

L'obiettivo, secondo quanto riferito dalla donna, non è quello di affidarsi a una soluzione miracolosa, ma tentare di rallentare la progressione della malattia.

Per Jessica anche un periodo di tempo in più avrebbe un valore enorme.

Significherebbe poter accompagnare ancora i figli nella crescita e condividere con loro momenti che oggi non può più dare per scontati.

«I miei bambini hanno ancora bisogno della loro mamma»

Il cuore dell'appello di Jessica è il rapporto con i suoi due figli.

Thiago e Leone sono ancora molto piccoli e, nelle parole della madre, rappresentano la ragione principale per cui continua a cercare nuove possibilità.

Jessica è consapevole della gravità della sua situazione, ma vorrebbe poter vivere altri momenti insieme a loro.

Non parla soltanto di grandi occasioni o traguardi futuri.

Il tempo che chiede è quello della quotidianità: stare a casa con i bambini, accompagnarli nelle loro giornate, ascoltarli e costruire ricordi.

È questo desiderio ad averla spinta a superare l'imbarazzo di chiedere denaro.

Nelle interviste rilasciate alla stampa locale, la donna ha spiegato di aver preso in considerazione anche soluzioni economiche molto difficili per la famiglia.

Ma il costo del trattamento è tale da rendere necessario un aiuto più ampio.

Per questo ha scelto di rivolgersi alla solidarietà delle persone.

Il farmaco daraxonrasib e la speranza di avere più tempo

La terapia per cui Jessica sta raccogliendo fondi è legata al daraxonrasib, un farmaco oncologico mirato oggetto di studi clinici per alcune forme di tumore.

Il suo impiego dipende dalle caratteristiche biologiche della malattia e dalla valutazione degli specialisti.

Non si tratta di una cura che garantisce la guarigione.

Jessica stessa presenta il trattamento come una possibilità di rallentare la progressione del tumore e, potenzialmente, ottenere più tempo.

È importante distinguere la speranza della famiglia dai risultati che possono essere previsti per una singola persona.

I dati degli studi clinici descrivono ciò che è stato osservato in gruppi di pazienti, ma non permettono di stabilire con certezza quanto beneficio possa ottenere un individuo.

La possibilità di accedere al farmaco, inoltre, è legata alle autorizzazioni e ai percorsi di prescrizione disponibili nei diversi Paesi.

Per Jessica, secondo quanto riportato dalla stampa, la strada presa in considerazione è quella di un trattamento negli Stati Uniti.

Quanto costa la terapia per cui Jessica chiede aiuto

Uno degli ostacoli principali è il costo.

Nelle testimonianze pubbliche di Jessica si parla di una spesa che può arrivare a circa 45mila euro al mese per il trattamento.

Si tratta di una cifra che una famiglia difficilmente può sostenere da sola, soprattutto quando non è possibile sapere in anticipo per quanto tempo sarà necessario proseguire la terapia.

Il problema non riguarda soltanto l'acquisto del farmaco.

Un eventuale percorso di cura all'estero può comportare anche spese per visite, spostamenti e permanenza.

La famiglia si trova quindi ad affrontare una doppia difficoltà: il tempo necessario per organizzare le cure e le risorse economiche indispensabili per provare ad accedervi.

Jessica ha spiegato di non voler compromettere il futuro del marito e dei bambini nel tentativo di sostenere da sola costi così elevati.

Da qui la decisione di aprire una raccolta fondi pubblica.

La raccolta fondi su GoFundMe

La campagna è stata pubblicata sulla piattaforma GoFundMe con il titolo “Tumore al pancreas metastatico”.

Nella pagina Jessica racconta in prima persona la diagnosi, le cure affrontate e il motivo per cui ha deciso di chiedere aiuto.

L'obiettivo economico indicato è di 250mila euro.

La risposta è arrivata rapidamente.

Secondo gli aggiornamenti pubblicati dalla stampa, in pochi giorni la raccolta ha superato diverse decine di migliaia di euro, grazie al contributo di numerosi donatori.

La mobilitazione non si è limitata alla piattaforma online.

Anche persone vicine alla famiglia hanno iniziato a organizzare iniziative di solidarietà per contribuire alle spese.

La storia di Jessica ha così superato i confini del territorio lecchese, raggiungendo un pubblico molto più ampio.

L'aggiornamento del 28 ottobre: raccolti circa 85mila euro

La vicenda ha registrato un importante sviluppo mercoledì 28 ottobre 2026.

Secondo quanto riportato da Il Giorno, la raccolta ha raggiunto circa 85mila euro, grazie alla partecipazione di migliaia di persone.

Un risultato che ha permesso alla famiglia di iniziare a organizzare i passi successivi.

Jessica si sta preparando a partire per gli Stati Uniti, dove spera di poter accedere al trattamento.

La cifra raccolta rappresenta un sostegno importante, ma non elimina tutte le incertezze.

Le spese possono essere elevate e l'eventuale beneficio clinico della terapia non può essere garantito.

Resta quindi centrale la necessità di affrontare ogni decisione insieme ai medici che seguono il suo caso.

Per la famiglia, però, la risposta ricevuta è già un segnale significativo di vicinanza.

La solidarietà della comunità

La storia di Jessica ha coinvolto anche la comunità locale.

Amici, conoscenti e famiglie del territorio si sono attivati per sostenere la raccolta.

Tra le iniziative segnalate dalla stampa locale c'è anche l'organizzazione di vendite di dolci per contribuire alle donazioni.

Sono gesti che mostrano come una richiesta individuale possa trasformarsi in una mobilitazione collettiva.

La partecipazione non riguarda soltanto il denaro.

Molte persone stanno condividendo la storia della donna per far conoscere la raccolta a un numero maggiore di potenziali sostenitori.

Jessica ha infatti chiesto anche a chi non può donare di aiutarla attraverso la diffusione del suo appello.

La risposta della comunità ha reso possibile raggiungere in tempi brevi una somma che, per una sola famiglia, sarebbe stata difficilissima da raccogliere.

Una richiesta di tempo, prima ancora che di denaro

La vicenda di Jessica Scarpa racconta il peso che una malattia grave può avere non soltanto sulla persona che la affronta, ma sull'intera famiglia.

Per una madre di due bambini così piccoli, il tempo assume un significato particolare.

Non è soltanto una questione di mesi o di anni.

È la possibilità di essere presente nelle giornate dei figli, di accompagnarli mentre crescono e di condividere con loro esperienze e ricordi.

Jessica ha scelto di rendere pubblica la sua storia proprio per provare a ottenere questa possibilità.

La raccolta fondi è uno strumento concreto per affrontare il costo di un trattamento, ma l'appello ha anche acceso l'attenzione sulle difficoltà che alcune famiglie incontrano quando cercano di accedere a terapie innovative non ancora disponibili attraverso i normali percorsi di cura.

La risposta di migliaia di persone non cancella la gravità della diagnosi né le incertezze sul futuro.

Rappresenta, però, un sostegno tangibile per Jessica e per la sua famiglia.

Al centro della sua richiesta rimane un desiderio semplice: poter trascorrere ancora del tempo con Thiago e Leone.