Le Maldive dicono basta alla plastica monouso: obiettivo diventare plastic-free entro il 2023

La produzione di rifiuti sugli atolli delle Maldive sta diventando un problema grave. Per questo, il governo delle Maldive vuole eliminare la presenza della plastica monouso da questo paradiso naturale.
Sara Del Dot • 11 Febbraio 2021

Loro bellezza la conosciamo tutti. Le Maldive, infatti, sono la meta turistica prediletta da chi desidera trascorrere del tempo immerso in un paradiso naturale di acque cristalline e sabbia bianca e sottilissima.

Tuttavia, da grande bellezza derivano grandi responsabilità. Infatti, il grande afflusso turistico sui 26 atolli non rappresenta solo la principale fonte di reddito del Paese, ma è anche la maggiore fonte di rifiuti, e quindi inquinamento, che rischia di danneggiare il delicatissimo ecosistema del luogo.

Ogni turista che passa per le isole, infatti, lascia dietro di sé una quantità altissima di immondizia e rifiuti plastici in particolare. Si calcola infatti che ogni visitatore produca in media poco meno di 3 kg di rifiuti ogni giorno. Una quantità enorme, soprattutto se rilasciata in un ecosistema fragile come questo. Non a caso per raccoglierli tutti è stata creata un’isola artificiale apposta, Thilafushi, una sorta di discarica in mezzo all’oceano.

Tuttavia, ormai lo sappiamo, per combattere l’inquinamento e liberare il Pianeta dai rifiuti l’unico vero modo è ridurne la produzione e l’utilizzo, evitando di introdurre nell’ambiente una quantità ancora maggiore di prodotti da smaltire. Per questo, anche il Governo delle Maldive si è espresso per tutelare partendo dalla radice del problema il suo paradiso naturale.

Già a novembre 2020 il Presidente delle Maldive Ibrahim Mohamed Solih aveva approvato una proposta del ministro dell’Ambiente per eliminare definitivamente l’importazione di plastica monouso entro l’anno 2023. Un piano di rispetto e protezione ambientale che naturalmente si articola in alcuni step.

Alla fine del 2020, il Presidente aveva annunciato la lista degli oggetti monouso che sarebbero stati banditi a partire dal giugno del 2021, quali:

  • cannucce
  • piatti
  • posate
  • bicchieri
  • bottiglie
  • cotton fioc
  • sacchetti di plastica di grandezza inferiore a 30×30
  • contenitori per il pranzo
  • flaconi per lo shampoo e altri prodotti detergenti sotto i 50 ml
  • confezioni monouso per gli snack

A partire dal 1 dicembre del 2022, poi, si proseguirà con i flaconi di shampoo e sapone in plastica di grandezza variabile tra i 50 e i 200 ml e con i sacchetti in plastica inferiori ai 30×30 e i 50 micron di spessore.

Infine, a partire dal 1 dicembre 2023 a scomparire dalle isole saranno le bottiglie in plastica monouso importate, sotto un litro e realizzate in PET.