Le pedalate ecologiche di Mirko Moretti: in bici a raccogliere i rifiuti abbandonati per strada

Romagnolo doc, Mirko gestisce una pizzeria in centro a Rimini. Durante il tempo libero si dedica al ciclismo e allo stesso tempo unisce all’attività sportiva l’attenzione per l’ambiente, raccogliendo i rifiuti che incontra. Progetti per il futuro? Organizzare una biciclettata di gruppo per ripulire le strade.
Federico Turrisi 7 ottobre 2019

Di solito senti dire che i giovani sono in prima fila per la salvaguardia dell'ambiente. Del resto il futuro appartiene a loro, ma c'è il rischio concreto che tra pochi decenni si ritroveranno un mondo soffocato dalla plastica e dallo smog, un mondo in cui gli equilibri degli ecosistemi vengono stravolti dall'aumento delle temperature causato dalle emissioni di gas climalteranti.

I responsabili siamo noi umani. La nostra incuria e la nostra pigrizia sono, per esempio, tra le principali cause del problema dei rifiuti dispersi nell'ambiente. L'attivismo ambientalista non ha però solo il volto di una sedicenne, Greta Thunberg, o dei ragazzi del movimento Fridays for Future. La lotta per un pianeta migliore e più pulito non ha età. Possiamo davvero essere tutti dei paladini dell'ambiente nel nostro piccolo.

Lo conferma l'esempio di Mirko Moretti, 49 anni, romagnolo. Gestisce una pizzeria nel centro storico di Rimini, ma quando non ha le mani sporche di farina e di pomodoro prende la sua bicicletta e va a pedalare nella campagna intorno alla città. E ogni volta si ripresenta ai suoi occhi sempre la stessa scena: cartacce, bottiglie di plastica, lattine, mozziconi di sigarette sparsi ovunque ai bordi della strada. "Una volta mi sono imbattuto perfino in una tanica di plastica contenente dell'acetone puro: si trova veramente di tutto". Mirko scende dalla sua bici, li raccoglie e li butta negli appositi bidoni. Un gesto semplicissimo che non costa niente. E purtroppo molti rifiuti deve lasciarseli alle spalle perché sono troppi.

Mirko non fa parte di alcuna associazione ambientalista. Tutto quello che fa, lo fa in completa autonomia, da cittadino responsabile che non tollera l'inciviltà di alcune persone e non vuole semplicemente rimanere a guardare. "Non mi sono mai considerato uno di quei fissati che vuole cambiare il mondo. Ho sempre cercato di dare il mio contributo e basta. Per me è una questione di stare bene con se stessi: io mi sento meglio se raccolgo una cartaccia piuttosto che lasciarla lì per terra".

Una storia simile già te l'avevamo raccontata: il protagonista era Raffaele Fanini, 30 anni, che aveva percorso il tratto da Torbole, in Trentino, a Rimini (circa 350 chilometri) in bici raccogliendo i rifiuti che incontrava per strada. L'obiettivo è sempre lo stesso: agire concretamente in difesa dell'ambiente, ma anche sensibilizzare e coinvolgere più persone possibili. "Non faccio un grande uso dei social network. Quando mi trovo in giro in bici magari faccio qualche video e lo condivido con i miei amici su Whatsapp. Però la mia intenzione è quella di organizzare con la squadra di cui faccio parte una biciclettata ecologica tutti insieme nel Riminese. Attacchiamo a ciascuna bici un carrello per raccogliere e trasportare i rifiuti, e così ripuliamo le strade della provincia da tutta quella schifezza".

Insomma, una "spedizione pulitiva" che unisce l'attività fisica a una buona azione per l'ambiente. Iniziative di questo genere non possono che essere le benvenute. Certo, il gesto del singolo può fare rumore, ma se si è più numerosi il messaggio arriva ancora più forte. E allora, diamoci tutti un po' una mossa.