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25 Gennaio 2021
11:30

Le proprietà della pastinaca, la ricchissima radice scoperta e apprezzata dagli antichi romani

Non confonderla con il pesce che popola le acque dell'oceano Atlantico. La pastinaca di cui ti parliamo è un tubero molto simile alla carota, ma con un colore tendente più verso il bianco e con un sapore dolce e zuccherato. Si tratta di una radice ricca di molto proprietà nutrizionali e dagli svariati usi in cucina.

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Le proprietà della pastinaca, la ricchissima radice scoperta e apprezzata dagli antichi romani
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Sai cos’è la pastinaca? Ti faccio questa domanda perché probabilmente nominadotela, avrai immaginato il pesce che popola le acque dell'oceano Atlantico occidentale. In realtà oggi ti parlo della Pastinaca sativa: si tratta di un tubero non troppo diverso dalla carota e dal prezzemolo, molto diffuso in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti ma poco conosciuto in Italia. È una pianta erbacea originaria delle zone del Mediterraneo ed è commestibile, se ne consuma principalmente la radice. In più, la pastinaca possiede diverse proprietà nutrizionali e non deve quindi sorprenderti che venga largamente utilizza anche in cucina.

Cos’è

La pastinaca è la radice della Pastinaca sativa, una specie appartenente alla famiglia delle Apiaceae. Importata in Europa dagli antichi Romani, si tratta di una pianta biennale che viene tendenzialmente coltivata su base annuale. La pastinaca ha una forma lunga e affusolata che la fa assomigliare a una carota sebbene sia più grande e di un colore più tenue, che tende al bianco. Differentemente dalla carota, poi, la pastinaca ha un sapore dolce e leggermente zuccherato.

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La radice della pastinaca sativa è in grado di resistere a temperature rigide e se dovessi indicarti qual è la "sua" stagione, ti direi che la radice è un ortaggio che potresti trovare più facilmente nel periodo autunnale.

Proprietà

La pastinaca è un alimento interessante e importante non solo per la sua storia, che la tradizione rimanda all’antica Roma, ma soprattutto per le sue proprietà. La pastinaca ha un’alta concentrazione di fibre e per questo può favorire la regolarità del tuo intestino.

Inoltre, costituisce un’ottima fonte di sostanze antiossidanti come la vitamina C, il selenio e il manganese e possiede sostanze come il falcarinolo, il falcarindiolo, il panaxadiolo e il metil-falcarindiolo che esercitano azioni antinfiammatoria, antimicotica e antitumorale.

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Grazie alla presenza di vitamine del gruppo B la pastinaca contribuisce alla regolarità del metabolismo, la vitamina K, presente in ottime concentrazioni, aiuta la coagulazione del sangue mentre l’altra quantità di potassio protegge la salute cardiovascolare. L’azione della pastinaca si rivolge anche verso le tue ossa e i denti vista la presenza di fosforo e calcio.

Calorie e valori nutrizionali

Se dovessi consumare 100 grammi di pastinaca cruda avresti un apporto di circa 75 calorie. Questo perché contiene:

  • 79,53g di acqua
  • 1,20g di proteine
  • 0,30g di lipidi
  • 17,99g di carboidrati
  • 4,80g di zuccheri
  • 4,9g di fibre
  • 17mg di vitamina C
  • 0,700mg di niacina
  • 0,600mg di acido pantotenico
  • 0,090mg di tiamina
  • 0,090mg di vitamina B6 
  • 0,050mg di riboflavina
  • 67µg di folati
  • 22,5 µg di vitamina K
  • 375 mg di potassio
  • 71 mg di fosforo
  • 36 mg di calcio
  • 29 mg di magnesio
  • 10 mg di sodio
  • 0,59 mg di ferro
  • 0,59 mg di zinco
  • 0,560 mg di manganese
  • 0,120 mg di rame
  • 1,8 µg di selenio

Controindicazioni

La pastinaca è un alimento ricco di proprietà nutritive e molto sicuro. Le eventuali controindicazioni associate al suo consumo sono legate a reazioni da ipersensibilità che potrebbero manifestarsi con dermatite da contatto o sindrome orale allergica.

Usi in cucina

Come ti ho accennato all’inizio, la pastinaca è molto utilizzata in cucina. Dal momento che la radice è troppo dura non puoi mangiarla cruda però puoi cucinarla in molti modi diversi.

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Potresti bollirla, per esempio, e frullarla per realizzare una vellutata o una zuppa, potresti cuocerla in forno condendola con olio e sale, friggerla oppure anche farlo arrosto.

Fonte | Humanitas

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.