L’ecotassa non è solo automobilistica: in alcune zone è anche turistica

Il turismo sostenibile esiste, ma potrebbe diventare ancora più ecologico se le amministrazioni sfruttassero le tasse turistiche per impiegarle in progetti dedicati all’ecologia e alla tutela del territorio. E ci sono esempi illustri.
Sara Polotti 9 Luglio 2022

Il turismo ha diverse sfaccettature, e per questo è difficilmente calcolabile l'inquinamento che provoca: pensiamo solo al turismo in città, tanto diverso da quello al mare, ancor più diverso da quello in zone montane e boschive. Insomma: ogni vacanza ha il suo impatto. Ma, in qualche modo, la sostenibilità (o insostenibilità) delle ferie è presto calcolata.

Ma come fare per compensare? Come fare per evitare che il turismo da risorsa diventi un problema? Una soluzione – già adottata in alcuni casi – è l'introduzione dell'ecotassa turistica. Di cosa si tratta? Ecco ciò che c'è da sapere.

Quanto inquina il turismo

Come accennato, il turismo ha un impatto diverso a seconda del tipo di soggiorno e a seconda della zona visitata. Ma ci sono alcune abitudini che senza dubbio contribuiscono all'aumento dell'inquinamento, e queste abitudini sono strettamente legate al turismo.

L'aereo, prima di tutto: se contiamo che la maggior parte dei viaggi aerei viene effettuata a fini turistici, e se pensiamo che il 2% del totale delle emissioni di biossido di carbonio sono provocate proprio da questo mezzo di trasporto (secondo il Panel on Climate Change IPCC), è facile intuire come già questo sia poco sostenibile.

Per quanto riguarda i rifiuti, invece, alcune ricerche stimano che circa l'80% delle tonnellate di plastica che si trovano nel mare provengono proprio da rifiuti abbandonati a terra, come le bottigliette d'acqua e altre confezioni.

E basti pensare, infine, all'acqua che viene utilizzata in numerose strutture, non solo per le abitudini quotidiane come l'igiene o l'idratazione, ma anche per attività straordinarie e prettamente turistiche, come gli idromassaggi, le SPA, le piscine…

Gli esempi

Per compensare tutto questo, ci sarebbe da rivedere le nostre abitudini e le nostre consuetudini. Ma un'altra soluzione, da adottare accanto al cambio di abitudini, potrebbe essere anche l'ecotassa turistica, da destinare a progetti di sostenibilità ambientale. Alcune zone del mondo già la prevedono: l'isola di Minorca, ad esempio, promuove il turismo sostenibile e la protezione dell'ecosistema e della biodiversità (attraverso la Minorcan Biosphere Reserve) e da qualche anno prevede una tassa aggiuntiva rispetto a quella di soggiorno, per finanziare progetti di recupero della natura, spesso erosa non solo dagli eventi naturali, ma anche dal passaggio umano.

Qualche anno fa, invece, le Maldive prevedevano una tassa aggiuntiva facoltativa: i turisti, in quel caso, potevano versare 3 euro al giorno per preservare le isole dall'innalzamento del livello del mare.

In Italia

In Italia ancora non c'è un'ecotassa turistica e spesso la tassa di soggiorno sul turismo – quella piccola percentuale pagata dagli ospiti alle strutture nelle zone di villeggiatura – viene poi spesa per progetti decisi dalle diverse amministrazioni. Villa Simius in Sardegna, ad esempio, la utilizza per curare le colonie feline che abitano la zona, in modo da evitare il randagismo e da rendere più salubre il territorio, rispettando allo stesso tempo gli animali.

La riforma del federalismo fiscale del 2011, infatti, ha reso possibile, ai Comuni, alle Province e alle Regioni, di imporre alcuni tributi per finanziare progetti e bilanci, e uno di questi tributi può essere appunto la tassa di soggiorno, che può andare da 1 a 5 euro a persona al giorno. La tassa viene poi destinata a finalità diverse a seconda della situazione del comune o della regione: sostegni alle strutture ricettive, manutenzione alle infrastrutture (usufruite anche dai turisti), restauro dei beni culturali

Il legislatore, quindi, potenzialmente potrebbe decidere di girare i fondi anche a progetti ecologici e di sostenibilità, per compensare emissioni e conseguenze dello sfruttamento della zona dal punto di vista turistico.