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11 Novembre 2019
13:30

L’educazione ambientale arriva a scuola: da settembre 2020 la crisi climatica diventerà materia d’insegnamento

Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fieramonti: da settembre 2020 nei programmi didattici di tutte le scuole pubbliche verranno inserite 33 ore dedicate specificamente all'ambiente e materie tradizionali come geografia, matematica e fisica verranno riviste in nuova prospettiva più legata ai temi del climate change e dello sviluppo sostenibile.

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L’educazione ambientale arriva a scuola: da settembre 2020 la crisi climatica diventerà materia d’insegnamento
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Dalla piazza alla classe. Diciamo che gli studenti hanno già dimostrato in diversi global strike di essere più che interessati ai temi legati all'emergenza climatica. Adesso interviene direttamente il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti. Quest'ultimo aveva già mostrato la sua sensibilità sulla questione inviando una circolare agli istituti scolastici in cui si ammetteva la giustificazione dell'assenza per partecipare alla marcia per il clima.

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Il ministro Lorenzo Fioramonti

All'ambiente e al climate change verranno dedicate delle ore specifiche nel programma didattico. Per l'esattezza 33, ossia un'ora alla settimana. Inoltre, molte materie tradizionali, come geografia, matematica e fisica, saranno studiate in una nuova prospettiva legata allo sviluppo sostenibile. "L’intero ministero sta cambiando per fare della sostenibilità e del clima il centro del modello educativo”, ha detto Fioramonti in un'intervista alla Reuters. “Voglio fare del sistema educativo italiano il primo che pone l’ambiente e la società al centro di ciò che impariamo".

Se il progetto, che riguarderà tutte le scuole pubbliche, dovesse andare veramente in porto, l'Italia diventerebbe il primo Paese in cui l'ecologia diventa una materia d'insegnamento obbligatoria. Buona notizia, senza dubbio. C'è da dire che in realtà argomenti come il riscaldamento globale e la crisi ambientale sono già presenti nei programmi scolastici all'interno di materie come geografia e scienze. Infine, pare proprio che spesso siano i più giovani a dare lezioni a coloro che hanno qualche anno in più alle spalle, per quanto riguarda la consapevolezza sui temi ambientali. Perché allora non istituire un corso obbligatorio di cambiamenti climatici anche per adulti?

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.