L’idea di un architetto iraniano per preservare i pinguini e i ghiacci dell’Antartide dal cambiamento climatico

Con il progetto Penguin Protection System, l’architetto Sajjad Navidi ha sviluppato degli igloo galleggianti che da una parte permettono ai pinguini di riscaldarsi e trovare un habitat più adatto alla riproduzione, dall’altra di mantenere sotto controllo, attraverso un sistema di raffredamento alimentato con l’energia delle onde, lo scioglimento della superficie glaciale.
Federico Turrisi 13 Gennaio 2021

Tutti noi abbiamo negli occhi le immagini dei ghiacci polari che si sciolgono, uno degli effetti più vistosi del riscaldamento globale. A pagarne le conseguenze sono soprattutto gli animali. Nel caso dell'Antartide, ci riferiamo in particolare ai pinguini. Diversi studi scientifici ribadiscono che, proprio a causa dell'aumento della temperatura media del pianeta, una specie come quella del pinguino imperatore potrebbe estinguersi entro la fine del secolo.

Per ovviare al problema, l'architetto iraniano Sajjad Navidi ha messo a punto un sistema innovativo che aiuta i pinguini imperatore a riprodursi, controllando al tempo stesso lo scioglimento della calotta polare in Antartide. Si tratta del progetto Penguin Protection System, che è stato presentato, insieme a quelli di altri architetti  provenienti da tutto il mondo, per la categoria "Innovazione per il mare" al Concorso Internazionale di Architettura e Arte organizzato dalla Fondation Jacques Rougerie.

In che cosa consiste l'idea? Navidi ha pensato a degli igloo galleggianti, riscaldati nella loro parte superficiale, in grado di fornire ai pinguini un riparo sicuro per deporre le uova. Lo spazio si ispira al comportamento degli stessi pinguini, che si stringono tra di loro in piccoli gruppi quando occorre difendersi dal gelo eccessivo.

Gli igloo sono poi muniti di una sezione inferiore sottomarina, dotata di un sistema di raffreddamento, che aiuta lo strato di ghiaccio a non sciogliersi. Nel dettaglio, è costituita da una parte porosa, che si ispira alle spugne marine, e da un pendolo che, oscillando e sfruttando il moto ondoso, genera elettricità con cui alimentare il sistema di raffreddamento. Tutta la struttura sottostante all'igloo è indipendente e altamente tecnologizzata: è infatti in grado di staccarsi in automatico per spostarsi verso altre piattaforme di ghiaccio che sono a rischio scioglimento e hanno dunque bisogno di essere raffreddate.