L’idrogeno verde: cos’è e quali sono le prospettive di utilizzo

Viene ritenuto un fattore importante verso la decarbonizzazione e l’azzeramento delle emissioni, ma prima bisogna aumentare di molto le quote di energie rinnovabili necessarie a produrlo.
Gianluca Cedolin 5 Maggio 2021

Dei 60 miliardi che il Piano nazionale di ripresa e resilienza presentato dall'Italia all'Europa dedica all'ambiente, 3,19 sono adibiti allo sviluppo della filiera dell'idrogeno verde, un vettore di energia (non una fonte, in quanto non si trova direttamente in natura) ritenuto da molti fondamentale nella strada verso la decarbonizzazione. L'Unione europea vuole raggiungere entro massimo trent'anni lo zero alla voce emissioni, e per questo bisogna accelerare nella transizione verso le rinnovabili. Che ruolo potrebbe avere l'idrogeno in questo senso? Cerchiamo di capirlo insieme.

Cosa vuol dire idrogeno verde (e grigio e blu)

Per dire cosa significhi idrogeno verde, bisogna innanzitutto ricordare che l'idrogeno non è disponibile in natura e per ricavarlo bisogna staccarlo da altre molecole in cui è combinato, come l'acqua o il metano, attraverso processi ad altissimo contenuto di energia. Oggi la maggior parte di questa energia deriva da fonti fossili: una soluzione non sostenibile e per nulla in linea con i piani di decarbonizzazione. Secondo un recentissimo speciale di Dataroom, curato da Milena Gabanelli sul Corriere della Sera, oggi dei 74 milioni di tonnellate di idrogeno prodotte nel mondo, il 96 per cento arriva da combustibili fossili, principalmente metano, ma anche petrolio e carbone: questo è l'idrogeno grigio, e per ogni chilo prodotto nel processo si liberano 9 chili di CO2.

Un'altra soluzione è il cosiddetto idrogeno blu, quello ricavato da un processo simile al grigio, quindi inquinante, ma durante il quale poi la CO2 emessa viene immagazzinata e stoccata in dei giacimenti esausti di petrolio o gas. È un'operazione complicata, costosa, in cui non si riesce a immagazzinare tutta l'anidride carbonica e che genera non pochi rischi sismici, perché la CO2 una volta stoccata diventa liquida. In sostanza, l'unico idrogeno sostenibile è quello verde, generato a partire dall'acqua e da fonti energetiche rinnovabili.

Come si produce l'idrogeno verde

L'idrogeno verde si produce dall'acqua, attraverso l'elettrolisi, utilizzando elettricità derivante da fonti rinnovabili. Per avviare il procedimento bisogna raggiungere temperature altissime, mentre per renderlo più efficiente servirebbero delle celle fotoelettrochimiche capaci di integrare la produzione dell'energia solare con quella dell'idrogeno. Ad oggi, sempre secondo Dataroom, l'idrogeno verde copre solo il 4 per cento della produzione mondiale, per diversi motivi, come la poca disponibilità di energia rinnovabile per produrlo, l'elevata quantità di energia richiesta, difficile da generare a livello industriale, e il costo ancora triplo circa rispetto a quello grigio e blu.

Prospettive e utilizzi

Si intuisce quindi che per aumentare la scala della produzione dell'idrogeno verde, e di conseguenza ridurne i costi, dovrebbero crescere di molto le quote di rinnovabili nella produzione di energia, una cosa su cui l'Europa e l'Italia stanno lavorando da anni, anche se ancora non a ritmi sufficientemente elevati (oggi le rinnovabili coprono circa un terzo della produzione di energia). È inoltre necessario creare reti integrate e intelligenti, capaci di efficientare il consumo di energia. Secondo le stime della Commissione europea, entro il 2050 l'idrogeno verde, una volta diventato competitivo a livello di mercato, potrebbe iniziare a sostituire il combustibile fossile nell'industria (siderurgica, o petrolchimica anche) e nei trasporti marittimi, stradali, ferroviari e, forse, anche aerei.