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2 Agosto 2021
16:00

L’inquinamento luminoso ci toglie la vista delle stelle e fa andare in confusione certi animali

In un recente studio apparso sulla rivista scientifica Current Biology, i ricercatori hanno analizzato il comportamento di un particolare coleottero, lo scarabeo stercorario sudafricano, e hanno notato che i cieli inquinati dalle luci della città facevano perdere la bussola naturale a questo insetto. Un meccanismo che potrebbe riguardare anche falene e uccelli.

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L’inquinamento luminoso ci toglie la vista delle stelle e fa andare in confusione certi animali
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Ormai per vedere una notte stellata – una vera notte stellata, diciamolo meglio – bisogna andare in luoghi sempre più remoti. Uno degli effetti più vistosi dell'urbanizzazione e, più in generale, della presenza dell'uomo sul pianeta si chiama infatti inquinamento luminoso. Che abbia effetti negativi sui ritmi circadiani degli animali (e anche delle persone, naturalmente), e quindi sulla loro salute, non è certo una novità. Ci sono specie che utilizzano le stelle per orientarsi e non riuscire a vederle più durante la notte potrebbe essere un bel problema. Tra questi troviamo il Circellium bacchus, una specie di scarabeo stercorario endemica del Sudafrica.

Un gruppo di ricercatori del Biocentro dell'Università di Würzburg (in Germania), guidati dallo zoologo James Foster, in collaborazione con i colleghi svedesi dell'Università di Lund e quelli sudafricani dell'Università di Witwatersrand, hanno preso in esame il suo comportamento e studiato come quest'ultimo veniva influenzato dall'inquinamento provocato dalle luci artificiali.

Quando i coleotteri notturni trovano un mucchio di sterco, formano una sorta di palline e le fanno rotolare a terra a una "distanza di sicurezza" tra l'una e l'altra, così da evitare che gli altri insetti le rubino. Per svolgere questa operazione, gli scarabei usano come riferimento proprio il cielo stellato. In condizioni naturali, si disperdono dal cumulo di letame in maniera tale da non creare forme di competizione. In presenza di edifici e lampioni, si spostano tutti insieme verso le luci intense invece di allontanarsi l'uno dall'altro, e così si creano conflitti tra gli insetti.

"Sospettiamo che il volo verso la luce di uccelli e falene possa funzionare in modo simile. L'inquinamento luminoso potrebbe costringerli ad abbandonare la loro bussola stellare e volare verso le luci artificiali più intense per avere qualche possibilità di mantenere la loro rotta", spiega James Foster. "I coleotteri che sono stati abbagliati dall'inquinamento luminoso diretto si sono comportati in modo innaturale, ma erano ancora in grado di orientarsi. Ma quelli che hanno visto solo i cieli inquinati dalla luce e nessun edificio luminoso erano completamente disorientati". Ecco perché gli esperti sospettano che gli animali che vivono nella natura e abbastanza lontano dalle città potrebbero essere i più colpiti dall'inquinamento luminoso, perché non riuscirebbero a vedere né le stelle né le luci artificiali per orientarsi.

Fonte | "Light pollution forces a change in dung beetle orientation behavior", pubblicato su Current Biology il 29 luglio 2021.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.