Inquinamento luminoso: cos’è e da cosa è provocata l’illuminazione nociva

L’inquinamento luminoso è dato dall’alterazione della luce dovrebbe essere presente naturalmente durante la notte, ma che viene inevitabilmente aumentata dall’illuminazione artificiale di cui l’uomo è diretto responsabile. Le città, le strade costellate di lampioni progettati male e i satelliti in orbita sono alcune delle cause di questo fenomeno che non ci impedisce soltanto di ammirare la Via Lattea, ma ha conseguenze anche per la nostra salute e per quella dell’ambiente. Il problema è già più grande di quanto pensi, ma esiste una normativa per arginarlo? E quali possono essere i rimedi?
Gianluca Cedolin 16 Maggio 2020

Per capire esattamente cos'è e qual è l'impatto dell'inquinamento luminoso, può esserti d'aiuto partire con un esempio concreto. Pensa alle lucciole, sempre più difficili da avvistare nelle sere d'estate, specialmente in città: i responsabili principali di questa scomparsa siamo noi. Le lucciole infatti comunicano tra di loro attraverso la bioluminescenza, dei segnali luminosi emessi dal loro corpo. Con la presenza eccessiva di luci artificiali, questi insetti faticano a trovare un altro esemplare con cui riprodursi, una delle ragioni per cui sono a rischio estinzione.

E questo è soltanto uno dei moltissimi problemi connessi all'inquinamento luminoso, una forma di inquinamento meno conosciuta di quello atmosferico, ma comunque molto dannosa per la fauna, per l'ambiente e per la nostra salute e, purtroppo, molto presente da noi in Italia così come nel resto del mondo. D'altronde, prova a pensarci: se vivi in città, quand'è l'ultima volta in cui puoi dire di essere davvero rimasto al buio? E se alzi gli occhi al cielo dalla piazza di un centro storico, perché non riesci a vedere le stelle anche se il cielo è sereno?

Cos'è

L'inquinamento luminoso è un'alterazione dei livelli naturali di luce presenti nell'ambiente notturno,  che avviene per mezzo di sorgenti di illuminazione artificiali. La responsabilità dell'uomo si può comprendere ancora meglio guardando alla definizione data dall'International Dark-Sky Association, che parla di «alterazione della naturale luce notturna, causata da un eccessivo, mal indirizzato ed inappropriato utilizzo di luce artificiale».

Ne esistono diversi tipi, divisi principalmente in quello bianco e intenso che illumina costantemente le nostre città di notte, e invece una luminosità diffusa di tono arancione che è meno accecante ma che comunque si estende anche in aree all'apparenza incontaminate. Devi sapere infatti che l'inquinamento luminoso non si limita al luogo in cui è generato, ma può diffondersi per centinaia di chilometri, arrivando ad alterare il cielo sopra località molto distanti dalla sorgente principale. Nello specifico, secondo l'International Astronomical Union (IAU), possiamo parlare di inquinamento luminoso quando la luce artificiale propagata nel cielo notturno supera del 10% la luminosità naturale.

Essendo abituati a camminare di sera per strade cittadine molto illuminate, potresti non esserti nemmeno reso conto dei principali effetti di questo problema: ebbene, ti basti sapere che stando all'atlante mondiale dell'inquinamento luminoso messo a pubblicato da Sciences Advances, oltre il 99% della popolazione europea vive sotto cieli inquinati da luci artificiali e il 60% degli abitanti del Vecchio Continente non è in grado di vedere la Via Lattea durante la notte.

Cause

Le principali fonti di inquinamento luminoso sono l'illuminazione stradale, i bagliori emessi dai centri urbani, gli impianti di illuminazione privata e pubblica, specialmente se non a norma: pensa ad esempio ai lampioni progettati male che emettono luce anche verso il cielo e non soltanto verso il basso. A questi, poi, si aggiungono le luci utilizzate per illuminare i monumenti, le vetrine, gli stadi e i complessi commerciali, e persino i fari delle automobili, a volte così abbaglianti da rappresentare un pericolo persino per altri conducenti.

Inoltre, questo studio pubblicato sul Journal of environmental management dimostra che l'Italia è tra i paesi europei dove si spreca più luce pro-capite.

Un'altra delle cause dell'inquinamento luminoso, forse un po' a sorpresa, arriva direttamente dal cielo: negli ultimi anni, alcune aziende hanno mandato in orbita centinaia di satelliti per la comunicazione, che serviranno ad esempio a portare la connessione Internet anche nelle zone più remote del pianeta. Tra queste, la Space X di Elon Musk è uno dei casi più eclatanti, dato che come riporta Ansa nel gennaio 2021 erano già più di 1000 i satelliti lanciati. Peccato che, come segnalato da molti esperti e appassionati di astronomia, questi oggetti contribuiscano a disturbare le osservazioni del cielo notturno, dato che la loro luminosità finisce per rendere difficilmente visibili le costellazioni: se questa attività non venisse regolata, il rischio è quello di non poter più godere dello spettacolo offerto da stelle cadenti e altri corpi celesti.

Esiste una normativa?

Attualmente in Italia non c'è una normativa nazionale apposita che fissi dei limiti all'inquinamento luminoso, ma alcune Regioni hanno deciso di rimediare approvando una serie di leggi locali. Ad esempio, la legge della Lombardia 17/2000 ha lo scopo di ridurre questo problema e i consumi energetici che ne derivano, e guarda quindi a "ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperda al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata e, in particolar modo, se orientata al di sopra della linea dell’orizzonte", fissando dei criteri da rispettare per non incorrere in delle multe.

Il Veneto era stata la prima Regione, nel 1997, a emanare una legge relativa all'inquinamento luminoso, seguita poi dalla Valle D'Aosta e da molte altre Regioni italiane: il problema, purtroppo, è che in molti casi i testi delle normative sono poco chiari o difficili da applicare, limitandone di conseguenza l'efficacia.

Conseguenze

Un effetto direttamente verificabile è l'incapacità per oltre l'80% della popolazione mondiale di vedere un cielo incontaminato, come riporta la mappa mondiale dell'inquinamento luminoso di cui ti ho già parlato. Oltre all'impossibilità di ammirare un bel cielo stellato dal balcone delle nostre case in città, dall'inquinamento luminoso da noi creato derivano danni ben peggiori, come la scomparsa degli insetti e l'alterazione di ritmi fondamentali per la vita degli animali e delle piante. Inoltre, le luci artificiali notturne contribuiscono all'inquinamento atmosferico.

Non sono poi da sottovalutare le conseguenze sulla nostra salute, perché ha un impatto sul nostro ritmo circadiano (quello che determina l'alternanza sonno-veglia), in base al quale il nostro organismo si comporta in maniera diversa alla luce o al buio. L'esposizione a una sorgente luminosa durante la notte può avere effetti molto negativi: basta pensare che patologie come depressione, tumori e diabete sono maggiormente frequenti nelle persone che lavorano di notte.

Rimedi

Per ridurre l'inquinamento luminoso sarebbe bene razionalizzare l'utilizzo di fonti luminose artificiali durante la notte è fondamentale. Noi, nel nostro piccolo, possiamo evitare di tenere accese luci inutilmente, quelle esterne soprattutto (del giardino, del balcone). A livello istituzionale, anche qui bisogna combattere gli sprechi, spegnendo per esempio gli impianti di illuminazione pubblica extraurbana o i punti luce inutili provenienti da aree industriali. È necessario, inoltre, un massiccio intervento di sostituzione di impianti inefficienti, che contribuiscono alla dispersione di luce artificiale.

(Modificato da Alessandro Bai il 4-2-2021)