L’isola di Budelli è minacciata dalla plastica che proviene dal mare

Una meraviglia della natura che va tutelata il più possibile, sia dai saccheggi da parte dell’uomo sia dalla plastica che viene dal mare (sempre per mano dell’uomo).
Sara Del Dot 19 Agosto 2021

Come quasi tutte le cose belle, l’isola di Budelli non ha mai avuto vita facile. Furti della sua meravigliosa sabbia rosa, depredazioni da parte dei turisti e inquinamento hanno imposto nel corso degli anni delle restrizioni per i visitatori, a cui è stata preclusa parte del prezioso territorio al fine di tutelarlo.

Budelli, che fa parte dell’arcipelago della Maddalena, in Sardegna, è una vera meraviglia. Potresti ricordartela anche per l’emozionante storia del suo guardiano, noto in tutto il mondo, ma anche per le sue spiagge color corallo.

Purtroppo, tra turisti inconsapevoli e desiderosi di portare a casa un ricordo e veri e propri trafficanti e collezionisti di bellezze naturali, l’isola è spesso a rischio depauperamento e saccheggio, nonostante le normative stringenti, le leggi anti ancoraggio e anti sbarco e il fatto che il prelievo di sabbia e conchiglie dalle spiagge implichi una multa salatissima. È l’associazione Sardegna rubata e depredata a lanciare l’allarme.

Ma il problema dell’isola purtroppo non si limita a questo. C’è un’altra minaccia, che arriva da molto lontano e in modalità difficilmente arginabili.

Valeria Serra, una velista ambientalista che frequenta spesso l’isola ha raccontato in prima persona su Pianeta 2021 la propria esperienza, proponendo una visione alternativa e una differenza sostanziale tra le spiagge da cartolina, off limits da anni e difficilmente raggiungibili e quelle invece accessibili che vivono quotidianamente il dramma dell’inquinamento da plastica, plastica che arriva da Francia e Spagna attraverso le Bocche di Bonifacio e nelle forme più disparate. Giocattoli, flaconi, ciabatte, barattoli, packaging di ogni genere. Una denuncia importante per consentire di capire che tutte le spiagge vanno tutelate come gioielli del territorio, e non soltanto quelle maggiormente esposte alle macchine fotografiche.