Lo smart working diventa (anche) una misura antismog: la Regione Lombardia lo sceglie contro l’inquinamento ambientale

Importanti novità per la lotta all’inquinamento in Italia. La Regione Lombardia è la prima che ha deciso di puntare sullo smart working per combattere i livelli alti di Co2. Dopo quattro giorni consecutivi di superamento del limite di 50 microgrammi per centimetro cubo di Pm 10, le aziende lombarde potranno invitare i propri dipendenti a continuare a lavorare comodamente da casa. Proprio come è stato fatto durante il lockdown.
Francesco Li Volti 30 settembre 2020

L'emergenza Covid-19 rigenera la lotta contro l'inquinamento. Per combattere lo smog non bisogna prendere l'auto e quando si esce per strada, meglio muoversi con i mezzi pubblici, auto o motorini elettrici, biciclette o monopattini. Tutto ciò sembra abbastanza ovvio, lo sai bene, ma a volte le soluzioni più semplici possono dimostrarsi quelle più efficaci.

Così, almeno, la pensa la Regione Lombardia, che punta a incoraggiare il ricorso allo smart working, per ridurre l'inquinamento atmosferico. Ma dall'11 gennaio 2021 ci saranno anche altre grosse novità per la circolazione delle automobili. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Lo smart working

Durante il periodo di lockdown, in Lombardia si è registrato una sottilissima riduzione di inquinamento nell'aria. Con la limitazione del traffico lombardo pari a circa il 70% nell’intera area, si è registrato un abbassamento delle emissioni degli inquinanti del 14% di Pm10 (particolato) e del 40% di Nox (ossidi di azoto). Quindi, nonostante il blocco della circolazione e l'invito a uscire per motivi strettamente legati alla spesa, evitando i contatti umani e sociali, non ci sono stati importanti risultati alla lotta all'inquinamento. Infatti, al termine del blocco, i dati sono tornati a risalire.

Lo smart working ha provocato un miglioramento dell’equilibrio fra vita professionale e privata e la crescita della motivazione e del coinvolgimento dei dipendenti

Per questo motivo, la Regione ha messo nero su bianco il Piano Aria (Pria), per introdurre ulteriori limitazioni per combattere l'inquinamento ambientale. Prima fra tutte, dal primo ottobre, dopo quattro giorni consecutivi di superamento del limite di 50 microgrammi per centimetro cubo di Pm 10, le aziende decideranno autonomamente se attivare lo smart working per i dipendenti.

Ammettilo, il "lavoro agile" è stato un successo per molti. C'è stato un miglioramento dell'equilibrio fra vita professionale e privata e una crescita della motivazione e del coinvolgimento dei dipendenti. Secondo uno studio dell'Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, i lavoratori "in smart" sono più capaci di responsabilizzazione rispetto agli obiettivi aziendali e personali, di flessibilità nell'organizzare le attività lavorative e di bilanciare l’uso delle tecnologie digitali con gli strumenti tradizionali di collaborazione.

Queste misure antismog non dureranno tutto l'anno. Saranno temporanee e potranno essere attivate tra il 1° ottobre e il 31 marzo di ogni anno. Si applicano soltanto nei Comuni con una popolazione superiore ai 30.000 abitanti.

Stop Diesel

Slitta all'11 gennaio 2021 la limitazione alla circolazione dei veicoli Euro 4 diesel senza filtro anti particolato, che era in programma per il 1° ottobre 2020. I veicoli Diesel Euro 4 non potranno circolare dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, nei Comuni della Fascia 1 e nei 5 Comuni di Fascia 2 con popolazione superiore ai 30.000 abitanti. Il fermo dei motori Euro 4 diesel si aggiungerà allo stop già diventato permanente negli stessi orari ai motori Euro O (diesel e benzina) 1 e 2 e 3 diesel.