L’oceano sta inghiottendo gli Outer Banks nella Carolina del Nord: un’immagine della crisi climatica

Gli Outer Banks sono una stricia di sabbia e isolette lunga circa 160 chilometri, che costeggia la costa della Carolina del Nord e la separa dall’Oceano Atlantico. Ma con l’innalzamento del livello del mare questo paradiso sta scomparendo. E neanche troppo lentamente.
Giulia Dallagiovanna 18 Maggio 2022

Gli Outer Banks sono una sottile striscia di sabbia e piccole isole che costeggia la Carolina del Nord e ne segna il confine con l'Oceano Atlantico. Sono costellati di villaggi e cittadine e c'è anche un Parco nazionale. Le persone che vi risiedono tutto l'anno non sono molte, ma i vacanzieri che hanno costruito qui la loro seconda casa si sprecano. Tra spiagge, passeggiate al tramonto e locali caratteristici appare una meta perfetta per un weekend romantico o all'insegna del relax. L'oceano però sta inghiottendo questo paradiso. E nemmeno troppo lentamente.

A Trade Winds Beaches, sulla Ocean Drive, la prima casa è stata portata via dalle onde il 9 febbraio scorso. Diverse altre abitazioni hanno poi seguito lo stesso destino. L'11 maggio ha iniziato a circolare un video in cui si vedeva una villetta di due piani color verde militare collassare per la forza della corrente, che l'ha poi trascinata via con sé. Poche ore prima, un altro edificio simile era andato distrutto nello stesso identico modo. Là dove c'era la spiaggia, ora c'è l'oceano. Una fotografia vivente dell'innalzamento del livello del mare, la cui causa principale è la crisi climatica.

Esitono immagini ben più forti di questo fenomeno. Ad esempio il videomessaggio che il ministro della Giustizia del Tuvalu, Simon Kofe, aveva pubblicato in occasione della Cop26 di Glasgow. Immerso nell'acqua fino alle ginocchia, Kofe aveva ricordato ai rappresentanti dei Paesi riuniti in Scozia come il suo arcipelago stesse affondando a partire dal fatto che proprio in quel luogo, prima, vi fosse una spiaggia. Oppure le foto delle inondazioni che arrivano dal Bangladesh, dove secondo il World Economic Forum, un quinto della popolazione rischia di finire sommersa.

Entro il 2050 l'oceano potrebbe essere salito di altri 30 centimetri

Ma quello che colpisce, questa volta, è che sta accadendo in uno dei Paesi più ricchi del mondo e che di solito appartiene alla categoria di chi inquina, lasciando che siano gli altri a pagarne le conseguenze. "Penso di essere stato troppo ingenuo nel credere che il cambiamento climatico non mi avrebbe mai toccato fino a questo puntoha detto al New York Times Ralph Patricelli, uno dei proprietari delle case sommerse. – Dopo questa esperienza, ho capito quanto la crisi che stiamo vivendo sia grave". "Madre natura non ci sopporta più" ha commentato invece un operaio alla guida dell'escavatore che doveva rimuovere i detriti.

Negli Outer Banks, l'oceano sale di circa 2,5 centimetri ogni cinque anni. In alcune aree vanno persi 4 metri di spiaggia ogni anno. Secondo un report congiunto di diverse agenzie, tra cui la NASA, entro i prossimi 30 anni l'acqua sarà cresciuta di altri 30,5 centimetri di media, provocando ancora più inondazioni e alluvioni lungo le coste. Sull'isola di Hatteras alcuni centri abitati stanno provando a sostituire la spiaggia scomparsa pompando della sabbia prelevata al largo della riva, ma è un sistema piuttosto costoso. Così come è un impegno economico notevole trasferire la propria casa un chilometro più in su. Ed è pure una soluzione temporanea, perché se non riusciamo a frenare il cambiamento climatico, l'oceano presto arriverà anche lì.