Il mare rischia di sommergere Tuvalu, l’appello del ministro immerso nell’Oceano: “Ecco le conseguenze dei cambiamenti climatici”

In un evento organizzato da remoto per la Cop 26 di Glasgow, Simon Kofe, un ministro di Tuvalu, ha realizzato un video che lo ritrae con l’acqua alle ginocchia in mezzo all’Oceano che rischia di cancellare l’arcipelago, per dare una dimostrazione concreta degli effetti dell’innalzamento del livello del mare.
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Martina Alfieri 10 Novembre 2021

Mentre il livello del mare si alza e le terre vengono sommerse, Tuvalu rischia di scomparire”. Parla immerso fino alle ginocchia nelle acque del Pacifico Simon Kofe, ministro degli della Giustizia, della Comunicazione e degli Affari esteri delle isole Tuvalu, e lancia un forte appello: per salvare l’arcipelago, che rischia di essere sommerso per via dell'innalzamento del livello del mare, bisogna mettere un freno ai cambiamenti climatici, e serve agire ora.

Il videomessaggio è apparso nei giorni scorsi su Facebook, pensato come evento collaterale rispetto alle conferenze della Cop26. Mentre a Glasgow i potenti oltre 190 paesi si confrontano per definire gli interventi da mettere in campo nei prossimi anni per contrastare la crisi climatica, il ministro di Tuvalu ha voluto “contrapporre situazioni reali che si prospettano a Tuvalu come conseguenza dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento del livello del mare”.

Le isole polinesiane di Tuvalu formano uno straordinario arcipelago tra l’Australia e le Hawaii. Una minuscola perla del Pacifico: 9 atolli, per una superficie totale di soli 26 km2 . Le decisioni prese dai potenti del mondo potrebbero essere insufficienti e non abbastanza repentine per porre rimedio all’emergenza di Tuvalu, che non può più aspettare. Se il livello del mare continua a crescere, le isole di Tuvalu rischiano seriamente di venire presto ricoperte dall’oceano.

Per questo, lo stato ha ideato il Future Now Project, un programma di iniziative immaginato per fare fronte allo scenario peggiore, la scomparsa del paese. Il Future Now Project si basa sul rafforzamento dei legami diplomatici di Tuvalu, e sulla diffusione della cultura della responsabilità condivisa da parte degli stati di tutto il mondo. Andrà inoltre immaginata la “mobilità climatica” per gli abitanti delle isole Tuvalu, che non meritano di pagare il prezzo più alto della crisi ambientale: “È un’opportunità per invertire gli approcci di chiusura e nazionalisti che hanno consentito al cambiamento climatico di prendere piede in maniera tanto decisiva e di minacciare tutti noi”, ha affermato il ministro Simon Kofe. Il caso di Tuvalu ci ricorda che l'emergenza ambientale è già qui, anche se non sempre ce ne accorgiamo.