Mancano le alghe e i lamantini della Florida muoiono di fame. E sì: anche qui la colpa è dell’inquinamento dell’uomo

Secondo la Florida Fish & Wildlife Conservation Commission, tra gennaio e luglio 2021 almeno 841 esemplari sarebbero deceduti per la fame dovuta alla scarsità della principale fonte i sostentamento di questi mammiferi acquatici.
Kevin Ben Alì Zinati 13 Luglio 2021

Ottocentoquarantuno, almeno. E in soli sette mesi. Più del doppio del numero registrato nello stesso periodo, vale a dire tra gennaio e luglio, solo un anno prima. Sto parlando dei lamantini trovati morti nelle acque della Florida.

Hai presente quando con la canna da pesca lanci l’esca in mezzo al mare? Ecco: se recuperi la lenza e vai a ritroso scopri che l'ultima moria di questi mammiferi acquatici è ancora una volta legata a noi, all’uomo.

I lamantini della Florida stanno morendo a ritmi più serrati a causa della mancanza di cibo. L’inquinamento delle acque causato dalla mano umana, infatti, sta distruggendo le distese di alghe marine presenti nella zona lasciando centina di esemplari letteralmente senza nulla da mangiare.

Di fatto, stanno morendo di fame. A ritmi forsennati perché solo nella prima metà del 2021 ne sono morti di più che mai in tutta la storia dello Stato: nessuno aveva mai visto una situazione tanto drammatica.

L’ha reso noto la Florida Fish & Wildlife Conservation Commission, un’associazione che si dedica alla tutela, alla conservazione e al monitoraggio dei lamantini nelle acque dello stato americano.

La maggior parte delle morti si è verificata a largo della Indian River Lagoon. In questo fiume i lamantini migrano durante i mesi più freddi perché, con le sue oltre di 150 miglia di alghe, rappresentava una vera e propria casa invernale per questi mammiferi.

Oggi, invece, è un sistema inquinato in cui quasi il 60% della principale fonte di cibo dei lamantini è ormai andata perduta.

Una volta che le acque dell'Oceano Atlantico si sono riscaldate, in primavera, i lamantini si sono spostati in zone più ricche di alghe e le morti “per fame” sono diminuite: la notizia, però, è buona solo a metà.

Nel mese di giugno, secondo la Fwc, le lesioni provocate dalle moto d'acqua hanno infatti sostituito la fame come principale causa di morte dei lamantini.

Le stime parlano di almeno 841 esemplari deceduti tra gennaio e luglio 2021: principalmente a causa della scarsità di cibo ma con un picco estivo dovuto agli incidenti con le moto d'acqua.

Questi numeri, impressionanti, hanno superato il precedente record di 830 decessi registrato nel 2013 (dovuto a una marea tossica) e sono andati oltre ai dati dello stesso periodo dell'anno scorso, quando le morti erano state 354.

La moria “da fame” di alghe e l’aumento della mortalità correlata alle moto d’acqua, fenomeno purtroppo non nuovo, sottolineano insomma la necessità di rafforzare le azioni di protezione di questi mammiferi e di non sottovalutare le “vecchie” minacce.

Se la strada dovesse mantenere questa direzione, gli esperti temono che la specie potrebbe scendere a livelli prossimi all’estinzione come quelli registrati negli anni '70, quando ne rimanevano solo poche centinaia.