Avevano trascorso vent'anni insieme e avevano deciso di sposarsi, nonostante la malattia che negli ultimi mesi aveva reso sempre più difficili anche i piccoli spostamenti quotidiani. Marco Re è morto a 54 anni, appena una settimana dopo aver celebrato il matrimonio con la compagna Monica. La cerimonia civile si era svolta nella loro abitazione, a Camponogara, in provincia di Venezia, perché le condizioni di salute dell'uomo non gli permettevano più di uscire. A raccontare quel momento è stata proprio Monica, che ha ricordato l'emozione condivisa con il marito e i vent'anni trascorsi al suo fianco. La scomparsa di Marco ha colpito profondamente la comunità e i colleghi dell'azienda in cui lavorava da quasi quarant'anni.
Marco Re morto a 54 anni dopo una grave malattia
Marco Re era originario di Sambruson di Dolo, nel Veneziano, e da tempo viveva a Camponogara.
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Aveva 54 anni e lavorava da decenni nel settore della carpenteria metallica.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la malattia che lo ha portato alla morte gli era stata diagnosticata nel gennaio 2026.
Nei mesi successivi aveva affrontato le cure, inizialmente con alcuni segnali incoraggianti.
Da settembre, però, le sue condizioni si erano aggravate.
La malattia aveva progressivamente limitato la sua autonomia, fino a rendergli difficili anche gli spostamenti fuori casa.
Non è stata resa nota una diagnosi specifica nelle ricostruzioni consultate.
Negli ultimi giorni della sua vita, Marco ha voluto realizzare un desiderio importante: sposare Monica, la donna con cui aveva condiviso gli ultimi vent'anni.
Il matrimonio con Monica celebrato in casa una settimana prima della morte
Marco e Monica erano una coppia da vent'anni.
Avevano costruito insieme una lunga storia e, quando le condizioni di salute dell'uomo sono peggiorate, hanno deciso di celebrare il matrimonio civile.
Non è stato possibile organizzare la cerimonia in una sede comunale.
Marco non era più in grado di muoversi agevolmente e per questo le nozze sono state celebrate direttamente nella loro abitazione.
La scelta ha permesso ai due di pronunciare il loro sì senza sottoporre l'uomo a uno spostamento che le sue condizioni non avrebbero consentito.
È stata una cerimonia semplice e raccolta, molto diversa da un matrimonio tradizionale, ma dal significato profondo per entrambi.
A distanza di una settimana, Marco è morto.
Quel matrimonio è così diventato uno degli ultimi ricordi condivisi dalla coppia.
Le parole di Monica: «Eravamo tutti e due insieme, emozionati»
A raccontare il giorno delle nozze è stata Monica, che ha ricordato la difficoltà di organizzare la cerimonia mentre le condizioni del compagno continuavano a peggiorare.
La donna ha spiegato che la scelta di sposarsi era stata fortemente voluta da Marco.
Dopo tanti anni insieme, desiderava dare anche una forma ufficiale al loro legame.
La celebrazione è avvenuta tra le mura domestiche proprio perché l'uomo non poteva più spostarsi.
Nonostante la situazione dolorosa, per entrambi è stato un momento di grande emozione.
Monica ha ricordato anche ciò che Marco ha rappresentato nella sua vita, descrivendolo come una presenza fondamentale e un compagno che continuerà a portare con sé.
Le sue parole raccontano una relazione durata due decenni, segnata negli ultimi mesi dalla malattia ma anche dalla volontà di condividere fino alla fine una scelta importante.
La malattia scoperta a gennaio e il peggioramento a settembre
Il percorso affrontato da Marco era iniziato all'inizio del 2026.
La diagnosi era arrivata a gennaio e, secondo il racconto della moglie, in una prima fase le cure avevano fatto sperare in un miglioramento.
Il recupero procedeva lentamente, ma alcuni segnali avevano lasciato spazio alla speranza.
Con il passare dei mesi, però, il quadro era cambiato.
A settembre le condizioni dell'uomo avevano iniziato a peggiorare in modo significativo.
Le difficoltà erano diventate sempre più evidenti, fino a impedirgli di uscire di casa.
È stato in quel periodo che il desiderio di sposare Monica si è trasformato in una decisione concreta.
La coppia ha scelto di non rimandare ulteriormente.
Il matrimonio civile è stato così organizzato nell'abitazione in cui vivevano, permettendo a Marco di partecipare alla cerimonia nonostante la malattia.
Chi era Marco Re: quasi quarant'anni nella stessa azienda
Oltre alla vita con Monica, una parte importante della storia di Marco Re è legata al lavoro.
L'uomo era impiegato all'Omeca di Gambarare di Mira, un'azienda attiva nel settore della carpenteria metallica e della trafilatura per trasformatori.
Era entrato in azienda il 14 luglio 1988, quando aveva appena 16 anni.
Da allora aveva continuato a lavorare nella stessa realtà, diventando con il tempo uno dei collaboratori più esperti.
Si occupava di carpenteria e saldatura, ma anche di attività nei cantieri e operazioni di montaggio.
Il suo percorso professionale si era sviluppato accanto alla famiglia Cavalletto, proprietaria dell'azienda.
Aveva lavorato inizialmente con il fondatore Paolo Cavalletto e successivamente con il figlio Andrea, che oggi guida l'impresa.
In quasi 38 anni Marco era diventato un punto di riferimento per competenza e affidabilità.
Il ricordo dei colleghi: un lavoratore esperto e sempre disponibile
La morte di Marco ha suscitato grande dolore anche tra i colleghi.
Andrea Cavalletto, titolare dell'azienda in cui lavorava, lo ha ricordato come una figura fondamentale per l'attività.
In tanti anni Marco aveva acquisito competenze tecniche e una conoscenza approfondita del lavoro.
Era in grado di seguire incarichi complessi, affrontare le esigenze dei cantieri e organizzare le attività con autonomia.
Ma il ricordo di chi ha lavorato con lui non riguarda soltanto le capacità professionali.
A essere sottolineati sono soprattutto il senso di responsabilità, la correttezza e la disponibilità verso gli altri.
Marco viene descritto come una persona seria, capace di mantenere gli impegni e di offrire il proprio aiuto quando ce n'era bisogno.
Qualità che, nel corso degli anni, gli avevano permesso di costruire rapporti di fiducia con i titolari e con i colleghi.
Il dolore della comunità di Camponogara e Dolo
La scomparsa di Marco Re ha coinvolto più comunità del Veneziano.
Originario di Sambruson di Dolo, viveva da tempo a Camponogara e lavorava a Mira.
Erano luoghi nei quali aveva costruito relazioni personali e professionali durate molti anni.
Dopo la notizia della morte, Monica ha ricevuto numerosi messaggi e telefonate.
In tanti hanno voluto ricordare il marito e raccontare episodi che testimoniavano la sua disponibilità.
La donna ha descritto Marco come una persona onesta, corretta e umile.
Il cordoglio ha raggiunto anche l'azienda in cui aveva trascorso quasi tutta la sua vita lavorativa.
La sua assenza lascia un vuoto in una realtà nella quale era entrato giovanissimo e della quale era diventato una presenza storica.
L'ultimo saluto nella chiesa di Calcroci
I funerali di Marco Re si sono svolti sabato 24 ottobre 2026, alle ore 10, nella chiesa del Santissimo Redentore a Calcroci di Camponogara.
La cerimonia ha rappresentato il momento dell'ultimo saluto per familiari, amici, colleghi e persone che lo avevano conosciuto.
La storia di Marco e Monica ha colpito soprattutto per la scelta di sposarsi quando la malattia aveva ormai reso molto difficile la quotidianità.
Dopo vent'anni insieme, i due avevano deciso di celebrare il matrimonio senza aspettare oltre.
Non c'erano stati grandi festeggiamenti, ma una cerimonia intima nella loro casa.
A una settimana di distanza, Marco è morto a 54 anni.
Per Monica rimane il ricordo di una vita condivisa e di quel sì pronunciato insieme negli ultimi giorni.
Per i colleghi e per la comunità resta invece la memoria di un uomo che aveva dedicato quasi quarant'anni al proprio lavoro e che viene ricordato soprattutto per la serietà, l'umiltà e la disponibilità verso gli altri.