Marina Lipizer (OGS) racconta a Ohga Il nuovo studio sull’inquinamento marino: “Nel mare il numero di sostanze inquinanti continua a crescere”

Sapevi che la raccolta dei dati sull’inquinamento marino prima non veniva svolta da tutti i Paesi europei osservando un unico metodo? Con questo progetto, portato avanti dalla ricercatrice Marina Lipizer dell’OGS, si proverà a invertire la rotta. L’obiettivo dello studio è quello di formare, questa volta, un metodo di tracciamento condiviso da tutti i Paesi europei per scoprire quali sono le sostanze inquinanti nei mari.
Mattia Giangaspero 24 Gennaio 2023
Intervista a Marina Lipizer Ricercatrice nel campo dell'oceanografia biologica, chimica e fisica di ambienti costieri e di mare aperto, con particolare interesse agli effetti di attività antropiche sull’ecosistema marino.

Finalmente è possibile raccogliere dati sull'inquinamento marino e tracciarli con un unico metodo a livello europeo. Questo è stato il focus dello studio portato avanti dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di geofisica Sperimentale (OGS) in collaborazione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e altri laboratori di ricerca europei. Informazioni tempestive sullo stato fisico, chimico e biologico dell'acqua e individuazione di sostante inquinanti presenti, tutti questi dati che ti ho appena elencato vengono inseriti poi all'interno della mappa interattiva europea.

Si tratta di una mappa del che adesso, raccogliendo i dati relativi alle acque dei mari europei, può renderli disponibili facilitando così le scelte pubbliche e private verso attività costiere sostenibili.  Ohga ha avuto il piacere di poter sentire chi ha portato avanti la ricerca, poi pubblicata su Marine Pollution Bullettine, ovvero la dottoressa Marina Lipizer (OGS).

Inquinamento marino: la soluzione?

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Fonte: Marine Pollution Bullettine

Dottoressa, volevo chiederle: Quanto è importante questa ricerca a livello nazionale e internazionale? A cosa servirà in futuro? 

"Vorrei fare solo una piccola premessa, in questa ricerca parliamo di inquinamento di tipo chimico e la raccolta dei dati si incentra su questo aspetto. L'inquinamento chimico è ben noto ormai, se ne parla da oltre trent’anni. Se, però, uno chiede: ‘L’Adriatico o il mar Mediterraneo sono inquinati o no?‘ La risposta sarebbe ancora difficile da dare. Questo, nonostante siano state fatte, da diversi istituti o laboratori, misurazioni da tanti anni, ma con metodologie diverse, senza confrontare dati."

Lo studio, invece,  ha permesso di confrontare dati sull’inquinamento chimico, per esempio da idrocarburi, ai metalli pesanti, raccolti per più di 25 anni da diversi Paesi presenti sulle le sponde dell’Adriatico, del mar Ionio e quindi Italia, Slovenia Croazia, Montenegro, Albania, Grecia.

"Paesi diversi, con anche capacità analitiche diverse.  Per la prima volta quindi abbiamo messo insieme tutti questi dati per cercare di rispondere ad una domanda: ‘Qual è lo stato ambientale?‘ Domanda cruciale secondo molte Direttive Europee. Una di queste riguarda la strategia marina che ha l’obiettivo di definire il buono stato ambientale (GES, Good Environmental Stauts) dei mari europei"

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Fonte: Marine Pollution Bullettine

Come si definisce il buono stato ambientale?

È tutt’ora un argomento di ricerca. Questo studio ha fatto sia un’analisi dei dati, sia una grande revisione della letteratura scientifica, a livello del mediterraneo, per poter dire se un valore misurato è indice di inquinamento oppure no.

È interessante capire anche quanto tempo serve per migliorare l’analisi tecnica dell’inquinamento marino. Allora volevo chiederle: Da quanto lavorava a questa mappa?

"Per rispondere mi ricollego alle Direttive Europee sull’ambiente. Dal 2008 è in vigore la cosiddetta strategia marina, Direttiva che coinvolge tutti gli Stati Europei. A quel punto si è cercato di valutare lo stato ambientale dei mari europei, in modo omogeneo, così che ogni Paese non lo misuri in modo differente e porti dati diversi dagli altri. Parallelamente è stato finanziato, a partire dal 2009, un grosso progetto europeo sulla raccolta dei dati e sulla  loro condivisione. Mettendo assieme dati diversi ci si è resi conto di quanto essi fossero poco confrontabili tra loro. Stiamo portando avanti, questo sforzo di raccolta e confronto dei dati per poi valutare i parametri di inquinamento chimico,  ormai dal 2009."

Questo progetto parte quindi da lontano, la domanda è stata posta già tanto tempo fa. Lo sforzo di coordinare anche tutti i Paesi Europei ha richiesto del tempo.  Questo studio è un primo passo.

Avete raccolto dati su nuove sostanze inquinanti che pensavate non fossero presenti?  

"Non sono stati fatti nuovi monitoraggi, abbiamo utilizzato già dati esistenti nei vari mari. Non abbiamo scoperto nuove sostanze, ma abbiamo scoperto quanto le stesse fossero presenti in una zona piuttosto che in un'altra. Il problema è che il numero di sostanze che arrivano in mare continua a crescere. I vari sistemi industriali sono molto più variegati adesso e fanno comparire nuove sostanze nei mari. E parallelamente le tecniche analitiche devono evolvere per poterle misurare."

Mappa interattiva sul mare: i vantaggi

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Fonte: Marine Pollution Bulletine

Con la mappa interattiva  tutti hanno la possibilità di visualizzare  quanto possono essere inquinati i propri mari e da quali sostanze. Quanto, secondo lei, è importante far passare questo messaggio alla società?

"Questo è molto importante per le attività marine, facciamo un piccolo esempio: acquacoltura, pescicoltura. Se gli addetti agli impianti di acquacoltura conoscessero meglio le condizioni del mare questo sarebbe un valore aggiunto enorme. La condivisione dei dati anche acquisiti da diversi istituti permette un beneficio per lo sviluppo economico e sviluppo sostenibile. Questo lavoro si inserisce nelle strategie europee dello ‘Zero Pollution‘, del ‘New Green Deal‘ o del ‘PNRR‘ italiano con un focus protezione delle biodiversità. Ecco che le conoscenze messe a disposizione di un largo pubblico sono molto importanti. Di informazioni ce ne sono tante, ma bisogna condividerle e metterle a disposizione e devono essere accessibili a tutti."

Ci sono criticità da risolvere su questa tematica? Lavorate ad un nuovo progetto? 

"Stiamo lavorando a un nuovo progetto finanziato dal PNRR. Noi abbiamo cercato di valutare quanti inquinanti ci sono nell’ambiente, però occorre sapere da dove vengono in modo da poter definire delle misure di riduzione. Da dove vengono questi inquinanti e qual è l’effetto in termini di salute umana e sull’ecosistema. Non basta sapere se c’è tanto mercurio in una zona. Dobbiamo capire il suo effetto sia sulla nostra salute e sia sullo stato dell’ambiente. Dobbiamo capire da dove viene questo inquinante e come possiamo ridurlo La strategia europea ‘Zero Pollution‘ ha un obiettivo ambiziosissimo di avere un’Europa che non produce inquinamento e se dobbiamo  ridurlo ed eliminarlo dobbiamo andare alla fonte. Questi aspetti sono le tematiche urgenti da affrontare."