Misurata per la prima volta la frequenza cardiaca della balenottera azzura

L’animale più grande del mondo ha un cuore particolarmente lento: quando una balenottera azzurra si immerge si arriva a due soli battiti al minuto. Un team di scienziati americani è riuscito ad analizzare il battito cardiaco del cetaceo grazie a dei speciali dispositivi agganciati alla sua pinna pettorale sinistra.
Federico Turrisi 28 novembre 2019

Ti sarà capitato certamente almeno una volta nella vita di contare i battiti del tuo cuore. Del resto, misurare la frequenza cardiaca di una persona è un'operazione facilissima, che tutti possono compiere in autonomia: ti basta appoggiare due dita sul collo oppure sul polso. Diverso il discorso se si vuole misurare quella di una balenottera azzurra. Balaenoptera musculus, questo il nome scientifico della specie, è il più grande animale conosciuto mai vissuto sulla Terra, con oltre 33 metri di lunghezza e 150 tonnellate di peso.

I ricercatori della Hopkin Marine Station dell'Università di Stanford, insieme ai colleghi della Cascadia Research Collective dell'Istituto di Scienze Marine presso l'Università della California di Santa Cruz e a quelli della Scripps Institution of Oceanography dell'Università della California di San Diego, non si sono fatti intimorire dalle dimensioni di questo mammifero e hanno voluto misurare per la prima volta il battito cardiaco di un esemplare adulto di balenottera azzurra. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, è stato condotto grazie a una serie di particolari sensori elettronici fissati con delle ventose, attraverso una procedura del tutto innocua per l'animale, vicino alla pinna pettorale sinistra.

Quando riemerge, il cetaceo ha fatto registrare un intervallo compreso tra i 25 e i 37 battiti cardiaci al minuto

Dall'analisi dei dati raccolti è emerso che la frequenza cardiaca del cetaceo rallentava al momento dell'immersione, scendendo a un intervallo medio compreso tra 4 e 8 battiti al minuto e raggiungendo un picco di 2 battiti al minuto, mentre quando risaliva in superficie l'intervallo si attestava tra i 25 e i 37 battiti al minuto. Per fare un confronto, i valori considerati normali per un essere umano sono compresi tra i 60 e i 100 battiti al minuto, con picchi che possono arrivare a 200 battiti al minuto per gli atleti e i piloti di Formula 1 o di MotoGp.

Per i biologi si tratta di informazioni molto preziose, in quanto possono aiutare nella comprensione dei meccanismi che hanno portato la balenottera azzurra a evolversi in una determinata maniera e possono essere utilizzati per la conservazione e la gestione di questa specie in via di estinzione.

Fonte | "Extreme bradycardia and tachycardia in the world’s largest animal" pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America il 25 novembre 2019