Monumenti al buio e stretta sull’acqua calda e il riscaldamento: le misure della Germania contro la crisi energetica

Vietati i condizionatori mobili, stop alle docce calde negli impianti sportivi e riscaldamento limitato a 20°C. Sono le prime misure messe in atto in Germania per fa fronte alla crisi energetica provocata dal conflitto tra Russia e Ucraina.
Gaia Cortese 29 Luglio 2022

Nel giorno dell’Earth Overshoot Day, la giornata in cui le risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare in un anno sono state dichiarate “esaurite”, la Germania ha approvato le prime misure per ridurre il consumo energetico.

La città di Hannover, nella Bassa Sassonia, è stata la prima città ad annunciare la chiusura dell’acqua calda nelle piscine comunali e nei palazzetti dello sport per risparmiare almeno il 15 per cento del consumo energetico e per affrontare nel miglior modo possibile la crisi che deriva dal taglio delle forniture da parte della Russia.

Le misure previste nella città di Hannover non si limiteranno però al risparmio idrico. I cittadini tedeschi rinunceranno alle docce calde negli impianti sportivi, ma dovranno fare i conti anche con una stretta per quanto riguarda il riscaldamento: dal primo ottobre al 31 marzo, infatti, il riscaldamento negli edifici pubblici non potrà superare i 20°C e sarà concesso solo in questo arco di tempo, tra ottobre e marzo.

Secondo quanto ha dichiarato Belit Onay, primo cittadino della città di Hannover, in questo articolo pubblicato sul Guardian: "La situazione è imprevedibile. Ogni kilowattora conta e la protezione delle infrastrutture critiche deve essere una priorità".

Oltre ad Hannover, anche la città di Berlino ha deciso di adottare alcune misure preventive per ridurre il consumo energetico. L’amministrazione ha deciso di tagliare l’illuminazione notturna di alcuni  monumenti, così circa duecento edifici comunali, tra cui la Colonna della Vittoria nel parco Tiergarten e il Museo Ebraico, la scorsa notte si sono spenti.