
La muffa sulle pareti non compare sempre per lo stesso motivo. In alcuni casi è legata alla condensa dell’aria interna, mentre in altri può essere associata a infiltrazioni, problemi di isolamento o umidità proveniente dalla muratura.
Prima di intervenire con candeggina o prodotti antimuffa, è quindi utile cercare di capire da dove arriva l’umidità. Un piccolo test casalingo con la carta stagnola può fornire un primo indizio.
Come funziona il test della carta stagnola
Il principio è molto semplice: si applica un pezzo di carta stagnola direttamente sulla parete interessata dall’umidità, facendolo aderire bene alla superficie.
È importante scegliere una zona rappresentativa del problema e fissare la stagnola lungo i bordi, in modo che l’aria possa raggiungere il meno possibile la parte posteriore.
Dopo alcune ore, o meglio ancora dopo circa 24 ore, si può rimuovere delicatamente il foglio e osservare dove si è formata l’umidità.
Se la condensa compare sulla parte esterna della stagnola
Se le goccioline d’acqua si formano sulla superficie della stagnola rivolta verso la stanza, può trattarsi di un fenomeno legato all'umidità presente nell'aria.
Quando l'aria interna è molto umida e incontra una parete fredda, il vapore acqueo può condensare. È una situazione frequente negli angoli, dietro gli armadi e sulle pareti meno esposte al calore.
In questo caso può essere utile migliorare il ricambio d’aria e controllare il livello di umidità degli ambienti.
Se l’umidità compare dietro la stagnola
Se invece, dopo aver rimosso il foglio, si nota umidità tra la carta stagnola e la parete, il fenomeno potrebbe essere collegato alla muratura.
Questo può rappresentare un indizio di umidità proveniente dalla parete, ma non permette da solo di stabilire la causa. Potrebbero esserci infiltrazioni, problemi di isolamento, risalita di umidità o altre condizioni che richiedono un controllo più approfondito.
Il test, quindi, non è una diagnosi definitiva: serve soltanto a raccogliere un primo elemento utile.
Perché la muffa compare soprattutto negli angoli
Gli angoli e le zone dietro i mobili sono spesso più fredde e meno ventilate rispetto al resto della stanza.
Se l'aria interna contiene molta umidità, queste superfici possono raggiungere temperature alle quali il vapore acqueo condensa. La presenza prolungata di umidità può creare condizioni favorevoli alla formazione della muffa.
Anche lasciare mobili molto vicini alle pareti può ridurre la circolazione dell’aria.
Come ridurre l’umidità in casa
Se il problema è legato alla condensa, alcune semplici abitudini possono aiutare a mantenere gli ambienti più asciutti.
È utile arieggiare regolarmente le stanze, soprattutto dopo aver cucinato, fatto la doccia o steso il bucato. Anche evitare di asciugare grandi quantità di vestiti all’interno senza un adeguato ricambio d’aria può fare la differenza.
In presenza di umidità elevata può essere utile anche un deumidificatore.
Attenzione a non coprire semplicemente la muffa
Una delle soluzioni meno efficaci consiste nel coprire la muffa con una nuova mano di pittura senza eliminare la causa dell'umidità.
Il problema potrebbe infatti ripresentarsi dopo poco tempo.
Se le macchie sono estese, ricorrenti o associate a pareti costantemente bagnate, è preferibile far valutare la situazione da un tecnico per individuare l'origine dell'umidità.
Il test della stagnola è solo un primo indizio
La carta stagnola può quindi essere utilizzata come semplice test domestico orientativo, ma non può sostituire una verifica professionale.
Osservare dove si forma la condensa può aiutare a capire se il problema sembra provenire dall'ambiente interno oppure dalla parete, ma per intervenire correttamente bisogna individuare la causa reale.
La regola più importante resta una: non limitarsi a eliminare la muffa visibile, ma cercare di risolvere il problema dell'umidità che la sta facendo comparire.