Multinazionali che si tingono di verde: quando le scelte sostenibili sembrano attirare le grandi aziende

Grandi aziende con un fatturato altissimo che stanno cominciando a capire che essere “green” è un vantaggio, per loro e per tutti, anche a livello di comunicazione e di favore del consumatore. Ecco quali multinazionali stanno compiendo scelte sostenibili.
Sara Del Dot 13 febbraio 2020

Se dico parole come multinazionale, grande azienda, industria, difficilmente ti verrà spontaneo associarvi il termine sostenibilità. Perché si tratta di realtà commerciali che puntano prevalentemente al profitto, senza farsi troppe domande sulle conseguenze, di questo profitto. O almeno, così è stato per anni. Con il tempo, l’evoluzione tecnologica e la sempre maggiore tendenza anche dei consumatori a prestare attenzione all’impatto di ciò che acquistano sull’ambiente, anche le grandi multinazionali hanno deciso di compiere qualche passo green, magari piccolo, ma capace di un impatto enorme se fatto da realtà così grandi.

A questo punto potrai additare tutto questo come mero e semplice greenwashing. Eppure l’importante è che qualcosa, da qualche parte, inizi a muoversi. Così da arrivare a un cambiamento vero. Ma quindi, quali sono queste grandi aziende e quali cambiamenti stanno introducendo nel loro business per diventare un po’ più verdi (o almeno sembrarlo)?

Amazon

Sono sicura che se pensi ad Amazon la prima cosa che ti viene in mente è la facilità di acquisto e la velocità di consegna dei suoi prodotti. Eppure, nonostante le varie controversie di cui è stata protagonista, anche l’azienda americana ha deciso di porsi degli obiettivi di sostenibilità. E l’ha fatto introducendo l’Amazon Day, un’opzione che ti consente di effettuare più ordinazioni anche in giorni diversi e riceverle tutte lo stesso giorno. Si tratta di una soluzione molto adatta per ridurre il packaging, utilizzare meno scatole e produrre meno emissioni, cosa che si l’azienda si è promessa di fare rendendo entro il 2030 il 50% delle sue consegne a zero emissioni di carbonio.

Coca-Cola

La multinazionale americana è pronta a lanciare per i primi mesi del 2020 sul mercato europeo KeelClip™, il nuovo packaging in cartone che dovrà sostituire gli imballaggi di plastica per le confezioni multiple di lattine di Coca-Cola. Con questa soluzione più ecosostenibile, l'azienda stima di risparmiare 2 mila tonnellate di materiale plastico all’anno.

Dr. Martens

Il celebre marchio di calzature storicamente simbolo di svariate correnti stilistiche, modaiole e musicali, da un anno ha messo in vendita l'alternativa "vegana" alle proprie scarpe (stivali ma anche sandali) in pelle. Un'alternativa che è arrivata a occupare il 4% delle vendite, grazie alla sostituzione della pelle animale con il poliuretano, materiale sintetico ma che non presenta differenze con l'originale.

Flying Tiger Copenhagen

La catena made in Danimarca di oggetti comuni estremamente economici, conosciuta come Tiger, punta sulla sostenibilità proponendo, tra le altre cose, una serie di giocattoli per bambini tutta interamente realizzata con una bioplastica ricavata dalla canna da zucchero.

Gucci

Il marchio italiano, proprietà del gruppo francese del lusso Kering, si pone in prima fila per rendere l'industria della moda più sostenibile. Per avvicinarsi all'obiettivo zero emissioni e dare un contributo nel contrastare gli effetti del cambiamento climatico, Gucci ha messo in campo diverse azioni, tra cui l'incremento dell'utilizzo di energie rinnovabili e l'aumento del riciclo degli scarti di pelle e di tessuto generati nei processi di produzione. Entro il 2025 si punta a ridurre le emissioni di CO2 del 50% entro il 2025, mentre le emissioni di gas serra non evitabili verranno compensate con quattro progetti di riforestazione in Kenya, Perù, Indonesia e Cambogia.

Ikea

Che Ikea tenga in modo particolare a compiere scelte sostenibili e rispettose delle persone e dell’ambiente non è certo una novità. Non a caso, già dal 2015 l’azienda svedese ha iniziato a utilizzare soltanto cotone prodotto in modo sostenibile. E non solo. A febbraio di quest’anno, l’azienda ha lanciato sul mercato la serie GUNRID, una tenda realizzata con un tessuto particolare in grado di purificare l’aria di casa tua dall’inquinamento domestico. E l’impegno di Ikea non si esaurisce solo nella produzione sostenibile di prodotti sostenibili, ma si esplica anche nell’allungamento del ciclo di vita di questi prodotti. L’azienda si è già impegnata nell’esperimento di vendita di mobili usati, e ora ha lanciato l’idea di dare i suoi mobili in affitto, in modo da renderli accessibili e soprattutto riutilizzabili.

LG

L'azienda di prodotti Hi-Tech ha annunciato a maggio 2019 la sua svolta green attraverso il lancio del programma "Zero Carbon 2030". In pratica il colosso di elettronica punta a eliminare la propria impronta di carbonio entro quella data, per avere un impatto minore sull'ambiente, riducendo le emissioni di CO2 dalle 2 milioni di tonnellate del 2017 a 960mila entro la fine del 2030.

Lidl

La catena di supermercati tedesca (ne possiede più di 630 in Italia) ha deciso di dire addio a piatti, bicchieri e posate monouso in plastica sugli scaffali dei suoi punti vendita. A disposizione dei clienti ci saranno solo alternative ecologiche, realizzate in materiali biodegradabili e compostabili, come Pla, Mater-Bi e polpa di cellulosa.

Nestlè

Già nel 2018 la multinazionale svizzera aveva annunciato di voler rendere i suoi imballaggi al 100% riciclabili o riutilizzabili entro il 2025. Nel corso del 2019, le sue azioni si stanno decisamente concretizzando. Dalla progressiva eliminazione delle cannucce di plastica dai suoi prodotti, all’utilizzo di imballaggi di carta (invece che di plastica) per il cacao Nesquik e altri prodotti. Le azioni in cantiere, però, sono tante. Ad esempio, per le bottiglie in Pet, l’uso di materiale riciclato raggiungerà il 35% entro il 2025 a livello mondiale e il 50% solo negli Stati Uniti. A questa serie di azioni concrete, l’azienda ha introdotto trasversalmente nuove abitudini sostenibili, come l’eliminazione da tutti i suoi uffici di oggetti in plastica monouso che non possono essere riciclati, e l’avvio di campagne di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento degli oceani.

Parmalat

A partire da marzo 2019, tutte le bottiglie dell'azienda sono realizzate con il 50% di plastica riciclata. Una svolta green che farà risparmiare alla multinazionale fino a 600 tonnellate di nuova plastica e 18mila metri cubi di acqua. L'obiettivo è quello di re-immettere le proprie bottiglie in un processo di economia circolare che vede i vecchi contenitori trasformarsi in nuovi, in un processo ripetibile più e più volte.

Procter & Gamble

La multinazionale ha lanciato nel 2018 un programma di sostenibilità ambientale, che sta iniziando a concretizzarsi a partire dagli imballaggi di alcuni marchi come ad esempio Dash, Lenor e altri. L'obiettivo è quello di ridurre del 30% la plastica utilizzata entro il 2025, circa 15mila tonnellate ogni anno. In più, l'azienda punta a rendere tutti i suoi imballaggi riciclabili entro il 2022.

Samsung

Anche i colossi Hi-Tech non sono da meno nel tentativo di rendere le proprie attività più sostenibili. Samsung in particolare, ha messo in piedi una vera e propria svolta ambientalista che la vedrà impegnata a partire dalla metà del 2019 a sostituire tutti i suoi imballaggi in plastica con materiali ecosostenibili come bioplastiche o comunque materiali biodegradabili. Quindi le scatole e le parti in plastica che solitamente getti via non appena hai aperto la confezione, saranno finalmente sostenibili. In più tutti i libretti di istruzioni dei prodotti Samsung saranno realizzati in materiali approvati da associazioni ambientaliste.

Tesco

Anche Tesco, una delle maggiori società di distribuzione in Inghilterra presente in tutta Europa e anche altrove, ha deciso di fare un tentativo green. Già l’anno scorso, nel 2018, il distributore aveva annunciato l’intenzione di eliminare il tipo di packaging in plastica più difficile da riciclare entro il 2019, parallelamente rendendo tutta la plastica presente nei suoi negozi totalmente riciclabile entro il 2025. Tuttavia, il colosso ha scelto di fare un passo in più: per un mese, eliminerà le confezioni di plastica da ben 45 alimenti tra frutta e verdura, come mele, avocado, banane e cipolle, vendendoli sfusi. Questa prova verrà monitorata attentamente, sia dal punto di vista del gradimento da parte dei consumatori sia da quello di eventuale spreco di cibo.

Vodafone

Vodafone Italia lancia l’iniziativa ‘’Save the Planet” per eliminare la plastica monouso dai propri uffici. Si comincia a metà luglio dalla sede milanese del quartiere Lorenteggio, per poi estendersi gradualmente, a partire da settembre, alle principali sedi Vodafone sul territorio nazionale. L’iniziativa prevede azioni concrete quali l’eliminazione delle bottigliette d’acqua, dei bicchieri e delle palettine in plastica per le bevande calde e la loro sostituzione con prodotti ecologici o comunque riutilizzabili. Secondo i dati raccolti da Vodafone, con “Save the Planet” si risparmierà il consumo di 700.000 bottiglie e di un milione e mezzo di bicchieri in plastica in un anno.

Zalando

La famosa piattaforma europea di moda ha annunciato la propria intenzione di rendere i propri imballaggi sostenibili al 100% entro il 2020. Allo stesso tempo, il brand punta a espandere l'elenco di brand di moda sostenibile, dando un segnale forte e chiaro sulla necessità di implementare la responsabilità green delle aziende, in questo caso di moda.