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22 Novembre 2019
9:00

Museums for Future, gli attivisti culturali che supportano il movimento di Greta Thunberg

Un movimento globale di operatori museali a supporto delle attività dei Fridays for Future si prepara al quarto sciopero globale per il clima previsto per il 29 novembre. Perché anche in campo artistico le iniziative possono essere tante e possono facilmente portare cambiamento.

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Museums for Future, gli attivisti culturali che supportano il movimento di Greta Thunberg
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Nel corso dell’ultimo anno “For Future” è diventata un’espressione di uso comune. Il futuro è improvvisamente tornato a far parte del dibattito pubblico, indicando soprattutto quello delle nuove generazioni che hanno deciso di attivarsi per salvarlo e garantirlo a se stesse e a chi verrà dopo di loro. E così, dopo i “venerdì” anche altre realtà hanno scelto di declinarsi “For Future”. Qualche giorno fa è stato il turno dei musei.

Si chiamano Museums for Future e rappresentano un movimento globale di lavoratori e professionisti che operano nell’ambito artistico, museale e culturale, e hanno deciso di supportare il Fridays for Future promuovendo azioni positive e concrete per aiutare gli attivisti per il Pianeta. Operando sulla base degli stessi principi dei FFF, i Museums for Future si preparano allo sciopero del 29 novembre, il quarto Climate strike, invitando tutti i musei a partecipare, fotografando le proprie iniziative e condividendole con l’hashtag #Museumsforfuture.

Proprio in occasione del nuovo sciopero globale, il neonato movimento ha stilato una lista di dieci azioni che i musei possono intraprendere per sostenere le attività dell’onda verde di Greta. Te le proponiamo qui, tradotte in italiano dal loro sito:

  1. Accogli gli strikers nel tuo museo. Metti a disposizione per loro i bagni, l’acqua e posti a sedere.
  2. Organizza/ospita un incontro dedicato ai bambini per parlare di futuro sostenibile. In questo modo, consentirai ai loro genitori di partecipare alla marcia.
  3. Offri in anticipo agli organizzatori spazi o sale da dedicare a lezioni e workshop.
  4. Vai su #ArtStrike, metti in sciopero un oggetto seguendo queste indicazioni. Perché non si è mai consapevoli di ciò che si ha finché non lo si è perso.
  5. Archivia e crea una visione dello sciopero. È fondamentale documentare per il futuro questo movimento insieme agli scioperanti.
  6. Racconta storie di giovani attivisti di altre epoche e luoghi. Crea un display mostrando in che modo i movimenti di questo tipo funzionano e producono cambiamenti.
  7. Vendi solo locale e vegetale nel tuo ristorante. È possibile un giorno. E poi un altro. E un altro.
  8. Rendi sostenibile una parte delle operazioni del tuo museo. Bollette, trasporti, imballaggi.. qualsiasi cosa va bene. Se cambi una cosa ogni volta che c’è uno sciopero, sarai presto verde come l’erba.
  9. Promuovi l’utilizzo dei mezzi pubblici per raggiungere il tuo museo. Offri indicazioni dettagliate e non dimenticare di menzionare la convenienza economica.
  10. Smettila di accettare denaro dalle compagnie di fonti fossili. Per i tuoi finanziatori: no artwashing, no greenwashing.
Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.