Nelle acque delle Galapagos scoperte 30 nuove specie di invertebrati: ci sono anche stelle marine, coralli e aragoste

L’arcipelago delle Galapagos è noto a tutti per la sua grande varietà di flora e fauna endemiche. I ricercatori della Charles Darwin’s Foundation, dopo dieci giorni di ricerche, hanno scoperto trenta nuove specie di animali nei fondali marini, tra cui quattro nuove specie di aragoste, coralli bambù e interi giardini di spugne di vetro. La scoperta di una tale varietà di forme di vita ancora sconosciute, conferma che gli abissi marini rimangono l’ultima frontiera inesplorata del pianeta.
Francesco Li Volti 23 settembre 2020

A.A.A. avvisate Charles Darwin che alle isole Galapagos, in Ecuador, ci sono ancora più animali di quanti lui ne avesse catalogato. Per essere precisi sono 30 in più. Trenta specie che però non si trovano né sulla terra né in aria, bensì in fondo al mare. Ma molto in fondo al mare, a circa 3.400 metri sott'acqua, praticamente nei fondali marini.

La scoperta risale al 2015, ma i risultati sono stati pubblicati soltanto adesso sulla rivista Scientific Reports. Il team di ricercatori e scienziati della Charles Darwin's Foundation ha utilizzato per la prima volta due ROV di ultima generazione (veicoli operati in remoto) denominati Argus e Hercules. A guidare i macchinari, migliaia di metri più in su, sulla superficie dell’acqua, una nave da esplorazione di 64 metri di lunghezza, il Nautilius. Con la fondazione hanno collaborato la direzione del Parco nazionale delle Galapagos e il gruppo di esploratori ed esperti dell’Ocean Exploration Trust.

Montagne marine

La zona in questione è quella della Riserva Marina delle Galapagos, una zona iperprotetta dalle azioni umane come la pesca con reti a strascico o l’estrazione in acque profonde. C'è da dire che in realtà l'obiettivo dei ricercatori era completamente diverso.

La Charles Darwin's Foundation aveva intenzione di mappare, studiare e osservare da vicino quelli che un tempo erano dei vulcani che eruttavano lava e che oggi si trovano in fondo al mare (dai quali esce al massimo qualche bollicina). Non si aspettavano di trovare un mondo ancora inesplorato e sconosciuto. 

Ma era prevedibile che alle pendici di queste montagne marine fossero cresciuti degli ecosistemi nuovi. L'eccitazione è stata tanta e dopo 10 giorni i due ROV hanno riportato in superficie filmati della durata di 85 ore e una grande quantità di campioni che sono stati poi studiati e descritti nei cinque anni successivi.

Stelle marine, coralli, aragoste e spugne

Il risultato della ricerca? Trenta specie marine mai viste prima. Chissà che emozione avranno provato i ricercatori quando hanno assistito per la prima volta alla vista di queste nuove forme di vita, sulle quali l'occhio di nessun essere umano si era mai posato.

Si tratta di trenta invertebrati tra cui quattro nuove tipologie di stelle marine, crostacei della famiglia Munididae (che in inglese si chiamano "squat lobster", aragoste tozze), dieci specie di gorgonie (o coralli bambù) e un nuovo genere di spugne vitree che crescono in colonie larghe più di un metro. Ma a stupire maggiormente è stato il primo gigantesco corallo molle solitario noto per il Pacifico tropicale orientale, un nuovo genere di spugna di vetro.

Aumenta dunque la già ricca fauna marina dell’arcipelago delle Galapagos. Le tredici isole vulcaniche dell’Oceano Pacifico, a circa 1.000 chilometri dalla costa occidentale dell’America del Sud, di cui la più vecchia si è formata ben 4 milioni di anni fa, mentre le più giovani sono ancora in via di formazione, sono una delle zone più vulcanicamente attive del nostro pianeta. Isolate per millenni, queste isole hanno dato vita a una vasta biodiversità che, grazie a scoperte come queste, non smetterà mai di stupirci.