Rischiano di essere abbattuti per la peste suina, ma sono sani: in pericolo i maiali e i cinghiali salvati dalla Sfattoria degli Ultimi

Sono microchippati, registrati come animali non DPA, ma soprattutto sono sani. Eppure, 68 suini e cinghiali della Sfattoria degli Ultimi rischiano di essere abbattuti per una disposizione preventiva dell’Asl Roma 1 dovuta alla diffusione della peste suina africana sul territorio.
Gaia Cortese 9 Agosto 2022

L’ordinanza da parte dell’Asl per abbattere gli animali della Sfattoria degli Ultimi nella zona di Roma Nord è arrivata ieri.

A comunicarlo con una nota è il rifugio stesso che ospita decine e decine di suini e cinghiali salvati da condizioni di maltrattamento e sfruttamento: "Con il più triste sentimento che si possa provare, informiamo tutti che abbiamo appena ricevuto da parte della Asl Roma 1 la notifica di abbattimento di tutti gli animali della Sfattoria. I nostri legali stanno già provvedendo a inoltrare il ricorso al Tar contro l'ordinanza. Ora più che mai vi preghiamo di aiutarci, in ogni modo. Grazie”.

Ma a cosa è dovuta questa ordinanza? Il rifugio la Sfattoria degli Ultimi si trova in una zona di Roma considerata infetta per la peste suina africana del Lazio, il cui primo caso è stato rilevato su un cinghiale del Parco dell’Insugherata lo scorso maggio. Questa forma di peste si è diffusa molto rapidamente ed è per questo motivo che già a luglio la Asl aveva allertato i gestori del rifugio del provvedimento che voleva mettere in atto.

Sulla pagina di Change.org dove è attiva la petizione per salvare suini e cinghiali del rifugio (sono già oltre 50mila le firme raccolte) si legge che la Sfattoria degli Ultimi "è un rifugio per animali portati in salvo da condizioni di maltrattamento e cinghiali inurbati che avrebbero potuto creare problemi alla comunità e che pertanto sarebbero stati abbattuti secondo i protocolli vigenti".

Il rifugio ospita animali tutti censiti presso la Asl territoriale di riferimento che, oltre ad essere microchippati, sono anche registrati come animali non DPA, ossia non destinati ad uso alimentare. Tuttavia, nonostante la normativa vigente escluda categoricamente gli animali non DPA dall'abbattimento contro la diffusione della peste suina, la Asl competente sul territorio minaccia di procedere con l'abbattimento degli animali della Sfattoria considerati a rischio peste suina africana.

Ad ogni modo, l’Asl è appena stata diffidata dalla Lega Anti Vivisezione (LAV) dal procedere con l’abbattimento degli animali in quanto ingiustificato, visto che i 68 animali del rifugio, che sarebbero condannati a morte, godono di buona salute.

L’ufficio legale della LAV intende fare ricorso al TAR  per bloccare tale disposizione, oltre a chiedere l’intervento del Presidente della Regione Lazio Zingaretti e dell'Assessore regionale D'Amato evidenziando come strutture come la Sfattoria di Roma siano realtà virtuose in grado di offrire una seconda chance ad animali vittime di maltrattamenti o di sfruttamento.