Non c’è solo la Sardegna. Le fiamme divorano anche delle riserve naturali in Sicilia e Abruzzo

Nel weekend è andata a fuoco la Pineta Dannunziana, nel cuore di Pescara: fuggi fuggi tra i bagnanti e vigili del fuoco impegnati per ore per riportare il rogo sotto controllo. In Sicilia invece è andata completamente distrutta l’oasi del Simeto: l’incendio ha provocato la morte di centinaia di animali.
Federico Turrisi 2 Agosto 2021

Non c'è un attimo di tregua: l'estate del 2021 si sta rivelando una delle più impegnative per i vigili del fuoco. Se la settimana scorsa abbiamo assistito alla devastazione provocata dagli incendi in Sardegna, le fiamme non stanno risparmiando altre parti dell'Italia.

In Abruzzo, per esempio, il weekend appena passato è stato contrassegnato da diversi focolai attivi. Uno di questi ha causato un vasto incendio alla Pineta Dannunziana, nella parte meridionale di Pescara. Le fiamme, alimentate dal forte vento di libeccio, hanno distrutto tutto ciò che incontravano sul loro percorso e hanno costretto alla fuga i bagnanti presenti sulle spiagge vicine. Le operazioni di spegnimento hanno richiesto diverse ore, con rinforzi arrivati dalla Toscana per domare il rogo. Cinque persone sono state trasportate in ospedale per intossicazioni da fumo.

Ha parlato di "disastro di propozioni inimmaginabili" il sindaco di Pescara Carlo Masci. "I danni ambientali sono incalcolabili. Qui ci sono le radici di Pescara. Questo è il cuore della città, il suo polmone verde e oggi lo vediamo distrutto", ha affermato il primo cittadino all'Ansa, aggiungendo che "essendo riserva integrale, è un'area non sottoposta a manutenzione e il sottobosco ha bruciato rapidamente". Secondo il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, gli incendi sarebbero di natura dolosa, e la Procura di Pescara ha già aperto un fascicolo.

Le cose non vanno meglio in Sicilia, dove da venerdì scorso i roghi interessano un'area molto estesa vicino a Catania. Nel giro di poche ore le fiamme hanno divorato ettari su ettari di vegetazione, e di quell'autentico scrigno di biodiversità che era la Riserva Naturale Oasi del Simeto, a sud del capoluogo etneo, oggi rimane soltanto terra bruciata. Anche in questo caso, è probabile che a far partire la serie di incendi sia stata una mano umana. L'assenza di un adeguato sistema di prevenzione e di controllo del territorio ha fatto il resto.

La sezione di Catania del Partito Animalista Italiano denuncia una vera e propria ecatombe di animali selvatici bruciati vivi nell'area protetta. "Quello che è successo all’Oasi del Simeto è drammatico. Sono bastate poche ore per cancellare buona parte della biodiversità. Nel silenzio generale si è consumata una catastrofe", ha detto Patrick Battipaglia, segretario provinciale del Partito Animalista Italiano. "Ci chiediamo, visti i precedenti, come mai non si è fatto nulla per prevenire un disastro di questa portata. Speriamo che almeno si faccia il possibile per assicurare al più presto alla giustizia i responsabili di questo disastro. Noi, in quel caso, ci costituiremo parte civile. Va resa giustizia a quei poveri animali morti tra le fiamme".