Non si ferma Yulin, il festival della carne di cane in Cina: migliaia di animali uccisi e mangiati in strada

È iniziato il 21 giugno e andrà avanti fino alla fine del mese. Il festival della carne di cane di Yulin, emblema del consumo di questi animali, anche quest’anno vedrà decine di migliaia di esemplari macellati e consumati per le strade della città. Anche se, fanno sapere gli animalisti, questa edizione sembra essere più ridotta degli altri anni.
Sara Del Dot 24 giugno 2020

Lo chiamano il migliore amico dell’uomo, ma in Cina, in questo periodo dell’anno, il cane diventa una pietanza tradizionale celebrata in un festival della durata di una decina di giorni. Sembrava che l’avvento della pandemia di Covid-19 e la consapevolezza che avesse avuto origine proprio in un wet market avrebbe obbligato a frenare situazioni potenzialmente favorevoli alla diffusione di un virus come, appunto, quella dei mercati di animali vivi. Invece pare che a certe tradizioni non si voglia proprio rinunciare. Così, anche quest’anno, il festival della carne di cane di Yulin ha aperto in battenti, destinando migliaia di animali alla macellazione e al consumo alimentare.

Una decisione, quella di portare avanti lo Yulin Dog Meat Festival, in netta controtendenza con la consapevolezza di dover ridurre queste pratiche e con la recente decisione, da parte del ministero dell’Ambiente cinese, di inserire il cane nell’elenco degli “animali domestici”inserire il cane nell’elenco degli “animali domestici”, quindi non più mangiabili. Una direttiva per ora adottata soltanto da alcuni centri, mentre nelle zone rurali si fatica a concepire l’abbandono di questa risorsa alimentare tradizionale.

Il festival di Yulin, un paese dello Guangxi Zhuang, è diventato famoso in tutto il mondo soprattutto per la sua crudeltà. Decine di migliaia di cani, tra cui tantissimi cuccioli, vengono tenuti per giorni ammassati in gabbie strettissime per poi essere uccisi tra atroci sofferenze, tramortiti a bastonate in testa o addirittura bolliti vivi. Spesso i cani mangiati non vengono allevati appositamente ma rubati da giardini privati, sottratti a famiglie che se ne sono prese cura o presi dalle strade in cui vivono.

L’evento è iniziato il 21 giugno e durerà fino alla fine del mese. Gruppi di animalisti e cittadini si sono recati sul posto per protestare, come ogni anno, e cercare di portare in salvo qualche esemplare, magari acquistandolo. Sono stati loro stessi a comunicare che in questa edizione il mercato è stato spostato più in periferia ed è stato organizzato in modalità più ridotte rispetto al solito. La speranza è sempre che questa edizione sia davvero l’ultima.