Non solo studenti, il Climate Strike coinvolge anche altre realtà. Ecco chi ha scelto di partecipare

Sono diverse le imprese commerciali che hanno deciso di fare la propria parte nel corso della settimana mondiale dedicata al clima, anche solo consentendo ai propri dipendenti di partecipare. Ecco quali sono.
Sara Del Dot 20 Settembre 2019

È iniziato tutto come un venerdì in cui si saltava la scuola per andare a manifestare in piazza con l’obiettivo di convincere i politici a fare qualcosa di concreto contro il cambiamento climatico. In principio, al fianco di Greta, c’erano soprattutto studenti adolescenti. Poi sono arrivati anche gli universitari. E infine gli adulti, i genitori, i lavoratori, i pensionati. Ma già al primo Global Climate Strike del 15 marzo 2019 era chiaro che il movimento Fridays for Future era sì dei giovani, ma non solo. Mano a mano che cresceva, alla squadra dei FFF ha iniziato a prendere parte chiunque volesse fare qualcosa a favore della lotta per l’ambiente. E così anche aziende, sindacati e istituti scolastici e universitari hanno iniziato a manifestare concretamente il loro supporto. Quindi, proprio come è accaduto in precedenza, anche stavolta realtà ed enti di tutti i generi e provenienti da tutto il mondo hanno scelto di aderire, in un modo o nell’altro, al terzo Global Climate Strike previsto al culmine di una settimana interamente dedicata alla lotta ambientale che avrà inizio il 20 settembre. Ecco quali sono e in che modo contribuiranno.

Patagonia

L'azienda di abbigliamento attiva da anni in campo ambientale ha deciso che terrà chiusi tutti i suoi store nei due giorni in cui si terranno le manifestazioni globali per il clima (in Italia il terzo sciopero sarà il 27 settembre ma in altre città d'Europa è previsto per il 20), così da consentire e incentivare i propri dipendenti a partecipare.

Anche a Trento lo store di Patagonia Sherpa 3 parteciperà allo sciopero, invitando tutti a partecipare.

Burton

L’azienda leader nell’ambito dello snowboard e degli articoli invernali ha scelto di contribuire tenendo chiusi, in occasione dello strike del 20 settembre, tutti i suoi uffici e negozi in Usa, Canada, Europa, Cina, Giappone, Corea del Sud e Australia per sostenere la Week for Future e dare la possibilità ai dipendenti di partecipare alla manifestazione. Inoltre, sempre nel corso dell’intera giornata del 20 settembre, il sito dell’azienda resterà chiuso e non vi si potrà effettuare alcun ordine online.

Amazon Employees for Climate Justice

Nel corso del terzo Global Climate Strike, il colosso di e-commerce non sarà veicolo, bensì obiettivo di un’azione a favore del clima condotta da un collettivo di dipendenti chiamato “Amazon Employees for Climate Justice” nato all’interno dell’azienda. In occasione dello sciopero del 20 settembre, 1000 impiegati marceranno per chiedere all’azienda di arrivare a zero emissioni entro il 2030, interrompere i contatti con le compagnie che impiegano combustibili fossili per le loro attività, e smettere di finanziare lobbisti e negazionisti sul clima.

This is not Business as Usual

Un gruppo di aziende, in maggioranza australiane ma anche mondiali, ha addirittura creato un’alleanza chiamata This is not Business as Usual il cui scopo è esortare le altre aziende a supportare chi, tra i propri impiegati, desideri partecipare alla manifestazione del 20 settembre. Di questa alleanza fanno parte decine di aziende come Atlassian, un’azienda di software e tecnologia australiana che spinge i propri impiegati a partecipare agli scioperi per il clima, ma anche Future Super, Keep Cup, Amber, AtlasTrend, Amnesty Internationa, Ceres e tante altre.

Banca Etica

In un comunicato apparso sul suo sito web, anche Banca Etica ha annunciato che venerdì 27 settembre gli uffici e le filiali presenti in Italia e in Spagna resteranno chiusi per consentire a tutti i lavoratori di partecipare alle manifestazioni per il clima. Banca etica è da sempre attenta alla sostenibilità, infatti ha sempre investito in aziende che lavorano e implementano attività che coinvolgono fonti di energia rinnovabili e che guardano al futuro prendendo in considerazione l'ambiente.

CGIL

Anche la Confederazione Generale Italiana del Lavoro ha scelto di aderire con tutte le sue sedi e le sue strutture al terzo sciopero globale per il clima il 27 settembre. La CGIL con i pensionati, gli studenti e i lavoratori sarà presente nel corteo, nelle assemblee dei luoghi di lavoro e nelle varie iniziative pubbliche. Venerdì alle 14, Maurizio Landini organizzerà un'assemblea con i lavoratori e le lavoratrici dell'aeroporto di Fiumicino.

ènostra

Il fornitore elettrico non cooperativo ha dichiarato che il 27 settembre terrà chiusi i suoi uffici. Inoltre, alle 10.40 andrà in onda una puntata della sua trasmissione "C'è luce" su Radio Popolare, interamente dedicata allo strike e alle sue iniziative.

Università di Genova

L'Università di Genova ha deciso non solo di dichiarare l'emergenza climatica e di aderire al terzo Climate Strike, ma anche di patrocinare l'iniziativa. L'Ateneo infatti ha anche deciso di aderire al "The Susainable Development Goals Accord", dichiarazione dell’emergenza climatica, coordinata dalla Youth and Education Alliance dell’UN Environment, sottoscrivendo anche una lettera d'intenti contenente un decalogo di comportamenti virtuosi che il Rettore firmerà venerdì 27 davanti al corteo.

Università di Perugia

In occasione dello Sciopero per il Clima il Senato accademico dell'Università di Perugia ha deciso che tutte le lezioni previste saranno sospese per consentire a tutti gli studenti e i docenti di partecipare attivamente al corteo.

Università di Torino

L'Università di Torino ha rinnovato il proprio impegno a favore dello Sciopero del Clima dei Fridays for Future, anche attraverso la sottoscrizione della lettera Global Climate Emergency coordinata dalla Youth and Education Alliance dell'UN Environment, oltre a svolgere continuamente attività concrete a favore della sostenibilità ambientale.