Non solo un tour del Monte Rosa a piedi: il viaggio di Luca e Anne è un invito a riscoprire luoghi vicini in modo sostenibile

Il nome che Luca Fontana e la sua compagna Anne-Kathrin Melis hanno voluto dare alla loro iniziativa è emblematico: Home to Rosa. In un’ottica di slow travel, hanno scelto di trascorrere le loro ferie estive partendo direttamente da casa (da Colazza, in provincia di Novara) e camminando per 13 giorni tra montagne in grande sofferenza a causa dei cambiamenti climatici. “Cambiare approccio è possibile, e anche divertente”.
Federico Turrisi 30 Agosto 2020

Per chi ama le montagne vedere i ghiacciai ritirarsi in maniera così vistosa e così rapida fa piangere il cuore. Ma a ben pensarci, è una situazione che dovrebbe preoccupare tutti, senza distinzioni. Ormai è un dato di fatto, il riscaldamento globale sta cambiando radicalmente il volte delle Alpi. Che cosa si può fare davanti a un problema talmente grande da farci sentire impotenti? Certo, molto dipende non da noi cittadini, ma da chi ci governa. È pur vero che ognuno di noi, nel suo piccolo, può dare un contributo. Per esempio, riducendo la propria impronta di carbonio.

Prendiamo le vacanze. Siamo proprio sicuri che per vivere un'avventura autentica sia necessario imbarcarsi su un aereo (ossia il mezzo di trasporto più inquinante per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica) e andare in Patagonia o in qualche altro luogo dall'altra parte del mondo? E se prediligessi una modalità di viaggio "lenta" e a impatto zero, senza utilizzare automobili, motociclette o, nel caso dei luoghi montani, impianti di risalita? Potresti addirittura incamminarti direttamente dalla soglia della tua abitazione e dirigerti verso una meta vicina, la cui bellezza è tutta da riscoprire.

Luca Fontana, fotografo e divulgatore alpino (era, tra l'altro, uno dei componenti del gruppo di attivisti che ha raggiunto Davos in sci in occasione dello scorso World Economic Forum per richiamare l'attenzione dei grandi del pianeta sulla questione climatica) e la sua compagna Anne-Kathrin Melis hanno fatto questa scelta, decidendo di trascorrere le ferie estive in maniera diversa dal solito. Lo scorso 14 agosto sono usciti dalla porta della loro casa a Colazza (in provincia di Novara) e, zaino in spalla, si sono diretti a piedi verso il massiccio del Monte Rosa.

Hanno camminato per 13 giorni intorno alla seconda vetta più alta della catena alpina (l'itinerario è riportato nella mappa qui sopra) e sono arrivati a Macugnaga, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, il 27 agosto dopo aver percorso 300 chilometri, per un totale di oltre 15 mila metri di dislivello, tra paesaggi mozzafiato e luoghi profondamente segnati dai cambiamenti climatici.

"Le condizioni del Monte Rosa sono a dir poco pessime", sottolinea Luca Fontana. "Io ho 30 anni, sono abbastanza giovane; ma in 25 anni che vado in montagna sto notando dei cambiamenti incredibili, che negli ultimi anni stanno subendo una preoccupante accelerazione. Abbiamo attraversato diversi posti dove erano segnati dei ghiacciai e non li abbiamo trovati. Nel giro di pochi anni si sono ridotti a vista d'occhio, e tutto questo è davvero spaventoso".

Ma allora se volessi compiere un viaggio in nome della sostenibilità ambientale dovrei per forza raggiungere l'area del Monte Rosa a piedi ed affrontare uno dei trekking più impegnativi delle Alpi? No, non è questo il punto. "Abbiamo scelto il tour del Monte Rosa perché siamo appassionati di montagna: lo vediamo ogni giorno da casa e dista pochi giorni di cammino da noi. È l'approccio che ci interessa. Una esperienza di questo tipo si può vivere ovunque; ognuno può riscoprire la bellezza che lo circonda secondo le sue inclinazioni, le sue capacità e le sue disponibilità di tempo,", afferma Anne-Kathrin Melis.

L'iniziativa dei due ragazzi, chiamata non a caso Home To Rosa, assume piuttosto i contorni di una proposta: partire da casa e vivere un’avventura in maniera sostenibile non solo è fattibile, ma può essere anche divertente. "La nostra è un’azione individuale che porta a consumare di meno e a rispettare un territorio fragile, ma soprattutto che rende coscienti", prosegue Luca. "Nella mia vita ho preso molti aerei e tendevo a dare tutto un po' per scontato. Andando a cambiare le proprie abitudini, si comincia a mettere in discussione le cose, cambia la forma mentis. C'è poi una questione di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, perché poi a partire dai cambiamenti individuali si può pensare di fare pressione sulle aziende e sulla politica".

Per Luca e Anne si è concluso un viaggio, ma non si è spenta la voglia di condividere la loro passione per la natura. Ora si apprestano a diventare guide ambientali escursionistiche. Il proposito per il futuro è chiaro: "ci piacerebbe coinvolgere altre persone, anche in iniziative più semplici, in modo da far capire che questo cambiamento di prospettiva è alla portata di tutti".

Foto di Luca Fontana e Anne-Kathrin Melis