
Non tutte le patenti seguono le stesse regole.
Con l’avanzare dell’età, infatti, cambiano sia la durata del rinnovo sia gli obblighi medici previsti dalla legge.
Ed è soprattutto chi guida veicoli pesanti a fare i conti con le restrizioni più severe.
Per le patenti più comuni, come:
patente A;
patente B;
non esiste un vero limite massimo di età.
Si può continuare a guidare anche in età avanzata, purché si superino regolarmente le visite mediche obbligatorie.
La situazione cambia invece per chi possiede:
patente C, necessaria per camion e trasporto merci;patente D, utilizzata per autobus e trasporto persone.
Secondo quanto stabilisce il Codice della Strada, dopo i 65 anni per queste categorie scattano controlli molto più rigidi.
Tra i 65 e i 68 anni il rinnovo non avviene più con le normali scadenze.
Il conducente deve infatti sottoporsi ogni anno a una visita medica specialistica per dimostrare di possedere ancora i requisiti fisici e psicologici necessari alla guida di mezzi pesanti.
La certificazione deve essere rilasciata da medici autorizzati.
Se l’esito della visita è negativo oppure il rinnovo non viene effettuato nei tempi previsti, la patente può essere sospesa o revocata.
Superata la soglia dei 68 anni, inoltre, il rinnovo delle patenti C e D non è più consentito.
Una norma che continua a far discutere molti conducenti professionisti, soprattutto chi sostiene di sentirsi ancora perfettamente idoneo alla guida.
Guidare con patente scaduta o non rinnovata può portare a conseguenze pesanti:
- multe elevate;
- sospensione della patente;
- sequestro del veicolo.
Per questo motivo chi possiede patenti professionali deve prestare molta attenzione alle nuove scadenze e ai controlli richiesti dalla normativa.