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8 Gennaio 2020
13:00

Patrick Boyle, il cacciatore australiano che salva i koala dalle fiamme

Ha 22 anni, di lavoro fa il cacciatore e, in controtendenza con ciò che imporrebbe il suo mestiere, ha già tratto in salvo una decina di koala gettandosi tra le fiamme della foresta di eucalipti di Mallacoota. Si chiama Patrick Boyle ed è un vero esempio di coraggio.

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Patrick Boyle, il cacciatore australiano che salva i koala dalle fiamme
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Da mesi ormai gli incendi in Australia stanno spazzando via milioni di ettari di terreno, distruggendo l’habitat di miliardi di animali anche a rischio estinzione. E nonostante le fiamme siano praticamente impossibili da contrastare e anche solo da domare, gli sforzi per arginare il danno e “salvare il salvabile” sono tanti e su diversi fronti. Nelle operazioni di contrasto agli incendi e salvaguardia della fauna selvatica, infatti, sono stati impiegati volontari, veterinari, militari e varie forze dell’ordine da tutto il Paese. Migliaia di persone al lavoro giorno e notte, ma la cui forza non sembra mai essere abbastanza. Per questo, c’è bisogno di tutto l’aiuto possibile, anche a livello individuale, anche da parte di chi, per lavoro, gli animali li uccide.

È proprio ciò che ha fatto Patrick Boyle, cacciatore australiano di soli 22 anni che ha deciso di dare il proprio contributo individuale entrando nella foresta di eucalipti di Mallacoota, nel Victoria, alla ricerca di esemplari animali da trarre in salvo. Pochissimo tempo dopo essersi inoltrato nel bosco carbonizzato, Patrick ha trovato almeno dieci koala in gravi condizioni e li ha portati subito in salvo al rifugio. Lui stesso ha segnalato di averne trovati almeno altri 10 ormai morti. Quello di Patrick è solo uno degli esempi virtuosi che, anche solo in piccola parte, stanno contribuendo a salvare la vita di centinaia di animali. Nella speranza che le fiamme smettano presto di divorare l’Australia uccidendo i suoi abitanti.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.