Perché non esiste un vaccino contro il raffreddore?

Non si tratta di una malattia pericolosa, certa, ma non possiamo negare che sia fastidiosa e che preferiremmo non contrarla affatto. Ma come mai non siamo ancora riusciti (e probabilmente non riusciremo mai) a sviluppare un vaccino ad hoc?
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinologo
19 Gennaio 2022 * ultima modifica il 19/01/2022

Il raffreddore è un’infezione stagionale, molto comune, che ha origine virale. Altamente contagioso, può essere trasmesso sia da malati che da portatori sani. Da un punto di vista clinico si manifesta con un’infiammazione della mucosa nasale, che provoca congestione, e faringite. Quest'ultima causa a sua volta mal di gola. A questi sintomi si possono associare tosse, febbre bassa, dolori muscolari, naso che cola, bruciore agli occhi e altri piccoli fastidi.

Vaccino contro raffreddore

Le cause

Il raffreddore è causato da oltre 200 virus diversi e il contagio può avvenire in 2 modi:

  1. Diretto: stando a contatto ravvicinato con chi è contagiato e starnutisce, tossisce o anche semplicemente parla (attraverso i droplets).
  2. Indiretto: questi virus possono rimanere nell’ambiente per più di 3 ore e ci si può contagiare dando la mano o toccando superfici contaminate e portandosi le mani agli occhi o in bocca.

I rimedi

Solitamente il raffreddore si risolve da sé in pochi giorni. Per poter favorire il processo di guarigione sarà opportuno osservare riposo e bere molta acqua. Esistono anche rimedi farmacologici che sono utili a migliorare il benessere, ma non accelerano il processo di guarigione. Parliamo dei farmaci cosiddetti “da banco” come ad esempio antinfiammatori, antistaminici, decongestionanti nasali, aerosol e via dicendo.

Perché non esiste un vaccino

Come si può evincere dall’eziologia della malattia (cioè dalle cause che la determinano) la grandissima varietà di agenti patogeni che provocano questa condizione rende impossibile agli studiosi poter realizzare un vaccino efficace, vista anche la mutabilità elevata degli stessi.

Rimane perciò una sola cosa da fare: prendere precauzioni per evitare il contagio e, nel caso in cui avvenga, stare a riposo assumendo molti liquidi per permettere al nostro sistema immunitario di poter lavorare nel modo più efficace possibile e debellare il virus.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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