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14 Agosto 2019
13:00

Piove plastica dal cielo: trovate particelle nell’acqua piovana raccolta sulle Montagne Rocciose

Lo studio si chiama It’s Raining Plastic e comunica i risultati di un’analisi condotta dal ricercatore Gregory Wetherbee sull’acqua piovana raccolta sulle Montagne Rocciose. In pratica, sembra che con la pioggia scendano dal cielo anche diverse microplastiche.

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Piove plastica dal cielo: trovate particelle nell’acqua piovana raccolta sulle Montagne Rocciose
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Nelle nostre case, in ufficio, per strada, sulle spiagge ma anche nelle profondità degli oceani, sulla cima delle montagne fino al nostro stomaco e all’aria che respiriamo. La plastica, lo sappiamo, ormai è dappertutto. Fa parte della nostra vita da decenni, e adesso sta iniziando a integrarsi direttamente nell’ambiente naturale che ci circonda. Abbiamo già parlato del “plasticrust”, quello strato di polietilene che ha iniziato a ricoprire gli scogli su cui si infrangono le onde. Senza contare le milioni di microplastiche che ci troviamo a ingerire senza accorgercene, perché invisibili, mangiando del pesce, bevendo da una bottiglietta d’acqua o anche soltanto respirando un’aria carica di particelle di polietilene. Un recente studio aveva infatti diffuso la notizia che ogni settimana ci troviamo a ingerire circa 5 grammi di plastica, l’equivalente di una carta di credito.

Ma avresti mai immaginato che la plastica potesse pioverti in testa direttamente dalle nuvole? Certo, si tratta di un motivo in più per aprire l’ombrello e proteggersi dalle precipitazioni. Eppure i risultati di questo nuovo studio, chiamato proprio It’s Raining Plastic, sta piovendo plastica, lasciano intuire che, da questo materiale, non si salva davvero più niente.

La scoperta è stata per lo più casuale. Il ricercatore Gregory Wetherbee stava infatti analizzando alcuni campioni di acqua piovana recuperati sulle Montagne Rocciose, aspettandosi di trovarvi principalmente terra e minerali. Immagina la sua sorpresa quando si è trovato davanti acqua carica di particelle multicolori provenienti da fibre plastiche. Una scoperta ancora più sconcertante se comparata ai risultati di un altro studio condotto sui Pirenei, in Francia, che si erano conclusi in modo molto simile.

Ma da dove provengono tutte queste microplastiche? A quanto pare da qualsiasi cosa. Abiti, fibre disperse in lavatrice, rifiuti in plastica che non vengono riciclati, particelle che si distaccano da pezzi più grandi. Insomma, essere sotto a una vera e propria pioggia di plastica potrebbe non essere più soltanto un’espressione metaforica, ma una preoccupante realtà.

Fonte | It's Raining Plastic

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.